
Naqsh-e Rostam
Parete rocciosa con tombe reali presso Persepoli, scavate a partire dal regno di Dario (522-486 a.C.)
Nel gioco: Livello 4: La Terrazza
Naqsh-e Rostam è una parete di calcare poco a nord-ovest di Persepoli, dove Dario I fece scavare la propria tomba in alto nella roccia. Accanto a essa furono in seguito ricavate altre tre tombe dello stesso tipo, probabilmente per i suoi successori. Le facciate delle tombe, con le loro iscrizioni e i loro rilievi, sono tra le testimonianze più chiare del modo in cui i re achemenidi volevano che il loro dominio fosse percepito.
Nel gioco: Il gioco menziona la parete rocciosa in una nota della cronaca sulle tombe reali presso Persepoli. La nota attribuisce le tre tombe più tarde a re successivi. Quelle tombe non recano iscrizioni e di nessuna si sa che fosse stata scavata prima del 479 a.C., anno in cui il gioco si conclude.

La tomba di Dario
Nelle fontiSolo una delle quattro tombe nomina il proprio titolare. Sulla sua facciata sono incise due iscrizioni in antico persiano, con versioni in elamita e accadico. Nella DNa Dario indica Ahuramazda come colui che gli ha concesso la regalità ed elenca le terre su cui regnava. Nella DNb descrive le proprie virtù: giusto con il debole e con il forte, padrone della propria ira, abile come cavaliere, arciere e lanciere.
DNa; DNb; R. G. Kent, Old Persian, 1953

Un portico di palazzo scolpito nella rupe
Nelle fontiOgni facciata tombale è scolpita a forma di croce. La fascia centrale riproduce il portico di un palazzo con quattro colonne e una porta. La porta conduce alle camere funerarie, dove fosse scavate nella roccia accoglievano i corpi. In alto il Re sta su una piattaforma a gradini davanti a un altare del fuoco, su un podio sorretto da figure dei popoli sottomessi. Sulla tomba di Dario questi portatori sono identificati da didascalie, e la DNa invita chi guarda a osservarli per sapere quante terre egli possedeva.
E. F. Schmidt, Persepolis III, 1970; M. C. Root, The King and Kingship in Achaemenid Art, 1979

Chi giace nelle altre tombe
ContesoLe tre tombe prive di iscrizioni sono di solito attribuite a Serse, Artaserse I e Dario II. L'attribuzione si basa sulla loro successione e sul loro stile, non su un testo. Gli studiosi discutono anche sulla figura alata sopra il Re, interpretata come Ahuramazda o come simbolo della fortuna regale. Sono inoltre in disaccordo sulla torre di pietra di fronte alla parete rocciosa, detta Ka'ba-ye Zartosht, spiegata come tomba, deposito di oggetti regali o santuario.
P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002; E. F. Schmidt, Persepolis III, 1970

Ctesia sui genitori del Re
Racconto anticoCtesia, medico greco alla corte persiana di epoca più tarda, racconta che Dario voleva vedere la propria tomba, ma fu dissuaso dal salirvi di persona. Al suo posto furono issati sulla rupe il padre e la madre, tirati con funi da alcuni sacerdoti. Spaventati da alcuni serpenti, i sacerdoti lasciarono la presa ed entrambi i genitori precipitarono, trovando la morte. Il racconto sopravvive solo in un compendio più tardo, e gli storici lo trattano con cautela.
Ctesias, Persica (epitome of Photius)

Il nome di Rostam
Leggenda posterioreIl nome significa «immagine di Rostam». Molto tempo dopo gli Achemenidi, la gente del luogo interpretò le sculture del sito come immagini di Rostam, l'eroe dell'epica persiana. Tra queste sculture vi sono anche rilievi sasanidi più tardi con re a cavallo. Nulla indica che i re achemenidi lo conoscessero, e il nome non dice nulla su chi realizzò le tombe.
E. F. Schmidt, Persepolis III, 1970
Fonti
- E. F. Schmidt, Persepolis III: The Royal Tombs and Other Monuments, 1970
- R. G. Kent, Old Persian: Grammar, Texts, Lexicon, 1953
- M. C. Root, The King and Kingship in Achaemenid Art, 1979
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- A. Kuhrt, The Persian Empire, 2007
- Ctesias, Persica (epitome of Photius)