
Dario il Grande
Re dell'impero persiano, figlio di Istaspe, regnò dal 522 al 486 a.C.
Nel gioco: Livello 1: La tomba del fondatore, Livello 2: Il Portalancia, Livello 3: La Menzogna, Livello 4: La Terrazza, Livello 5: La Carta, Livello 6: Il ponte di barche, Livello 7: Sardi brucia, Livello 8: La baia di Maratona, Livello 9: Il canale, Micale
Dario I regnò sull'impero persiano dal 522 a.C. al 486 a.C. Nobile persiano estraneo alla linea diretta di Ciro, si impadronì del trono dopo la morte di Cambise, soffocò un anno di rivolte e diede all'impero gran parte del sistema dei tributi, del programma edilizio e dell'ideologia regale che esso conservò per quasi due secoli. Erodoto afferma che in precedenza aveva servito Cambise in Egitto come portalancia.
Nel gioco: La cronaca del gioco attribuisce a Dario l'organizzazione dell'impero in satrapie. I satrapi governavano già sotto Ciro e Cambise; Dario riorganizzò il loro tributo più che creare il sistema.

L'ascesa al trono, nelle sue stesse parole
Nelle fontiNell'iscrizione di Behistun Dario afferma che un mago di nome Gaumata si impadronì della regalità spacciandosi per Bardiya, figlio di Ciro, che Cambise aveva ucciso in segreto, e che poi Cambise morì. Con sei nobili persiani, che egli nomina, Dario uccise Gaumata in una fortezza della Media nell'autunno del 522 a.C. Sostiene poi di aver combattuto diciannove battaglie e catturato nove re ribelli in un solo anno, in terre che vanno dalla Perside e dall'Elam fino alla Babilonide, alla Media e all'oriente.
DB §§10-13, 52, 68

Usurpatore o restauratore
ContesoMolti storici dubitano del racconto di Behistun. Istaspe, padre di Dario, era ancora in vita, e il diritto di Dario a regnare si fondava su un antenato comune, Achemene, che secondo alcuni studiosi egli mise in risalto per legare la propria famiglia a quella di Ciro. L'uomo che uccise potrebbe essere stato il vero Bardiya, e la storia dell'impostore sarebbe servita a giustificare un colpo di Stato. Erodoto narra una storia simile, probabilmente attinta da informatori persiani che ripetevano la versione di Dario.
P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002; Herodotus 3.61-79

Costruttore di Persepoli e Susa
Nelle fontiDario avviò la terrazza di pietra di Persepoli intorno al 518 a.C. e costruì un palazzo a Susa. La sua carta di fondazione elenca materiali e artigiani provenienti da tutto l'impero. Le tavolette elamite delle Fortificazioni di Persepoli, datate dal 509 a.C. al 493 a.C., registrano razioni per i lavoratori e per i viaggiatori sulle strade reali, nonché offerte a molti dèi. Fu sepolto in una tomba rupestre a Naqsh-e Rostam, recante un'iscrizione che proclama la sua regalità.
DSf; Persepolis Fortification tablets; DNa

Il tributo e le satrapie
ContesoErodoto racconta che Dario divise l'impero in venti province, ciascuna tenuta a versare un tributo fisso, e che per questo i Persiani lo chiamarono bottegaio. Gli storici riconoscono che egli diede al tributo un assetto più regolare. Ma i satrapi governavano già sotto Ciro e Cambise, e gli elenchi delle terre soggette redatti dallo stesso Dario, 23 a Behistun, non corrispondono alle venti province di Erodoto.
Herodotus 3.89-97; DB §6

Guerre oltre l'impero
Racconto anticoErodoto racconta che verso il 513 a.C. Dario attraversò il Bosforo su un ponte di barche costruito da Mandrocle di Samo e guidò un esercito oltre l'Istro contro gli Sciti, che si ritirarono davanti a lui. In seguito affrontò la rivolta ionia del 499-494 a.C. e inviò Dati e Artaferne il giovane contro Eretria e Atene: quella spedizione fu sconfitta a Maratona nel 490 a.C. Morì nel 486 a.C. mentre preparava una nuova invasione, proprio quando l'Egitto insorgeva.
Herodotus 4.83-142; 6.94-117; 7.1-4
Fonti
- Darius I, Behistun inscription (DB)
- Herodotus, Histories, books 3-7
- Darius I, Susa foundation charter (DSf) and Naqsh-e Rostam inscription (DNa)
- R. T. Hallock, Persepolis Fortification Tablets, 1969
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002