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Il Bosforo

Il Bosforo

Stretto tra Asia ed Europa, attraversato da un ponte per Dario intorno al 513 a.C.

Nel gioco: Livello 6: Il ponte di barche

Il Bosforo è lo stretto braccio di mare, lungo circa 30 chilometri, che collega il Mar Nero al Mar di Marmara e separa l'Asia dall'Europa, con Calcedone sulla sponda asiatica e Bisanzio su quella europea. Intorno al 513 Dario vi fece gettare un ponte di barche perché il suo esercito potesse passare in Tracia contro gli Sciti. Fu la prima volta che un re persiano guidò un esercito in Europa.

Nel gioco: Il gioco nomina il Bosforo nella sua cronaca, ricordando il ponte di barche di Mandrocle per la marcia di Dario contro gli Sciti intorno al 513, secondo Erodoto 4.85-88. L'anno è una stima moderna; Erodoto non ne indica alcuno.

Il Bosforo: Mandrocle costruisce il ponte

Mandrocle costruisce il ponte

Erodoto narra che Dario marciò da Susa fino a Calcedone, navigò fino al tempio presso l'imbocco settentrionale dello stretto per contemplare il Mar Nero e poi passò su un ponte di barche progettato da Mandrocle di Samo. Secondo la stima di Erodoto, il ponte si trovava circa a metà strada tra Bisanzio e quel tempio. Gli studiosi moderni lo collocano di solito presso il punto più stretto, dove lo stretto è largo molto meno di un chilometro. Dario, aggiunge Erodoto, ricompensò Mandrocle con generosità.

Herodotus 4.85, 4.87-88

Il Bosforo: Un dipinto e due stele

Un dipinto e due stele

Con parte della sua ricompensa Mandrocle fece eseguire un dipinto della traversata, che mostrava Dario in trono mentre il suo esercito passava, e lo dedicò nel tempio di Era a Samo con versi che recavano il suo nome. Erodoto aggiunge che Dario eresse presso lo stretto due stele di pietra bianca, una in caratteri assiri e una in caratteri greci, con l'elenco dei popoli del suo esercito. Egli attribuisce a quell'esercito 700000 uomini e 600 navi, cifre che gli storici ritengono assai esagerate.

Herodotus 4.87-88

Il Bosforo: Bisanzio e Calcedone sotto la Persia

Bisanzio e Calcedone sotto la Persia

Erodoto racconta che il generale Otane prese Bisanzio e Calcedone dopo la campagna scitica. Bisanzio si unì alla rivolta ionia intorno al 498. Dopo la sconfitta ionia a Lade nel 494, gli abitanti di entrambe le città fuggirono a Mesambria, sul Mar Nero, e intorno al 493 la flotta fenicia diede alle fiamme le loro terre abbandonate. Tucidide narra che lo spartano Pausania strappò Bisanzio ai Persiani nel 478.

Herodotus 5.26, 5.103, 6.33; Thucydides 1.94

Il Bosforo: Data ed esito della traversata

Data ed esito della traversata

Conteso

Erodoto non indica l'anno. La maggior parte degli storici data la traversata al 513 o 512 circa, anche se alcuni hanno sostenuto una data anteriore, tra il 519 e il 510. Le iscrizioni di Dario non descrivono una campagna in Europa, ma l'elenco dei paesi sulla sua tomba a Naqsh-e Rostam nomina Skudra, di solito identificata con la Tracia, e i Saka che vivono oltre il mare. Erodoto racconta la guerra scitica come un fallimento; molti storici ritengono che Dario si sia almeno assicurato la Tracia e gli stretti.

DNa; Herodotus, book 4; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Il Bosforo: Il guado della vacca

Il guado della vacca

Leggenda posteriore

Gli scrittori greci spiegavano il nome Bosforo come «passaggio della vacca», dal mito di Io, amata da Zeus, trasformata in giovenca e spinta oltre il mare da un tafano mandato da Era. Nel Prometeo incatenato Eschilo attribuisce il nome al Bosforo Cimmerio, alla foce del mare d'Azov, mentre il mitografo più tardo Apollodoro lo lega a questo stretto tracio. Il racconto è un mito e non dice nulla sull'uso persiano dello stretto.

Aeschylus, Prometheus Bound; Apollodorus, Library 2.1.3

Fonti

  • Herodotus, Histories, books 4-6
  • DNa
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
  • Thucydides 1.94
  • Aeschylus, Prometheus Bound
  • Apollodorus, Library 2.1.3