
L'Istro
Il basso Danubio, attraversato da un ponte per la campagna scitica di Dario, intorno al 513 a.C.
Nel gioco: Livello 6: Il ponte di barche
L'Istro era il nome greco del Danubio, il grande fiume d'Europa. Intorno al 513 i sudditi greci di Dario gettarono un ponte di barche sul suo corso inferiore perché l'esercito del Re potesse marciare a nord contro gli Sciti. Erodoto racconta che, quando gli Sciti esortarono gli Ioni a distruggere il ponte, Istieo di Mileto sostenne che andava conservato, e l'esercito di Dario si salvò attraversandolo.
Nel gioco: L'Istro è il sesto livello, ambientato intorno al 513. La sua nota nella cronaca segue Erodoto: gli Ioni gettarono un ponte sul fiume nel punto in cui si dividono le sue foci, e Istieo custodì il passaggio per Dario.

Il grande fiume d'Europa
Racconto anticoErodoto definisce l'Istro il più grande fiume a lui noto. Racconta che attraversava l'intera Europa partendo dalla terra dei Celti e si gettava nel Mar Nero con più foci. Ne elenca molti affluenti e lo paragona al Nilo. Per i Greci il corso inferiore del fiume segnava il confine della Tracia e l'inizio del paese degli Sciti a nord.
Herodotus 2.33-34; 4.47-50

Il ponte ionio e la corda annodata
Racconto anticoErodoto racconta che una flotta di Ioni, Eoli e Greci dell'Ellesponto risalì il fiume dal mare per due giorni e vi gettò un ponte nel punto in cui le sue foci si dividono. Dario marciò via terra dal Bosforo e passò il fiume. Dapprima intendeva distruggere il ponte, ma Coe di Mitilene gli consigliò di conservarlo. Dario allora fece sessanta nodi in una corda e ordinò ai tiranni greci di scioglierne uno al giorno e, se non fosse tornato quando fossero stati sciolti tutti, di salpare verso casa.
Herodotus 4.89, 4.97-98

Istieo custodisce il passaggio
Racconto anticoErodoto narra che alcuni Sciti giunsero al ponte ed esortarono gli Ioni a distruggerlo, lasciando Dario senza via di scampo. Istieo di Mileto sostenne che ogni tiranno governava la propria città solo grazie all'appoggio del Re. I Greci smontarono un breve tratto sulla riva settentrionale per accontentare gli Sciti. Quando Dario giunse di notte, un Egizio dalla voce possente chiamò Istieo, e il ponte fu ripristinato.
Herodotus 4.136-141

Milziade esortò davvero a distruggere il ponte?
ContesoErodoto riferisce che Milziade, tiranno ateniese del Chersoneso, si pronunciò a favore della distruzione del ponte. Molti storici ne dubitano, poiché Milziade continuò a governare il Chersoneso come suddito persiano fino al 493. La storia potrebbe essere stata raccontata ad Atene per aiutarlo quando, dopo il suo ritorno quell'anno, fu processato per tirannide nel Chersoneso.
Herodotus 4.137; 6.104

Quanto lontano, quanti e perché
ContesoNessun testo persiano descrive la campagna, anche se l'iscrizione funeraria di Dario elenca i Saka d'oltremare, di solito identificati con gli Sciti d'Europa. Erodoto parla di 700.000 uomini e 600 navi, cifre che gli storici considerano molto esagerate, e il suo lungo inseguimento attraverso la steppa è ampiamente messo in dubbio. Restano discussi la data, di solito collocata intorno al 513, e lo scopo: la vendetta, come afferma Erodoto, o il controllo della Tracia e del Mar Nero.
Herodotus 4.1, 4.87; DNa; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
Fonti
- Herodotus, Histories, book 4
- DNa
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- A. Fol and N. G. L. Hammond, Persia in Europe, apart from Greece, Cambridge Ancient History IV, 1988