
Istieo di Mileto
Tiranno greco di Mileto sotto Dario, custode del ponte sull'Istro, morto nel 494 o 493 a.C.
Nel gioco: Livello 6: Il ponte di barche, Livello 7: Sardi brucia
Istieo fu tiranno di Mileto, la principale città greca della Ionia, durante il regno di Dario. Erodoto ne fa l'uomo che salvò il ponte del Re sull'Istro verso il 513 a.C. e, più tardi, uno degli istigatori della rivolta ionia del 499 a.C. Ricompensato, trattenuto a corte a Susa, guardato con sospetto e infine giustiziato, mostra come la Persia governasse le città greche tramite tiranni locali fedeli, e quanto fragile potesse essere quella fedeltà.
Nel gioco: La cronaca del gioco lo presenta come custode del ponte sull'Istro e riprende la storia erodotea del tatuaggio. Colloca la sua morte nel 494 a.C., ma Erodoto pone la sua cattura dopo la caduta di Mileto, quindi potrebbe essere avvenuta nel 493 a.C.

Custode del ponte
Racconto anticoErodoto racconta che quando Dario attraversò l'Istro contro gli Sciti, verso il 513 a.C., i tiranni ioni furono lasciati a guardia del ponte di barche. Quando gli Sciti li esortarono a distruggerlo, Milziade del Chersoneso si dichiarò favorevole, ma Istieo sostenne che ogni tiranno reggeva la propria città soltanto grazie alla potenza di Dario. Gli Ioni smontarono solo l'estremità settentrionale, per fare mostra di obbedire, e mantennero aperto il passaggio per il Re in ritirata.
Herodotus 4.136-141

Tiranno leale o racconto ateniese posteriore
ContesoNella versione di Erodoto Istieo è l'uomo fedele al Re e Milziade un aspirante liberatore. Molti storici sospettano che il ruolo di Milziade sia stato raccontato più tardi ad Atene, forse quando vi fu processato, per scagionarlo dall'accusa di aver servito la Persia. Egli rimase poi nel Chersoneso per anni. Nessun testo persiano nomina Istieo, perciò la sua carriera è nota quasi interamente da Erodoto, che lo tratta con ammirazione e sospetto insieme.
Herodotus 4.137, 6.104; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Mircino e la convocazione a Susa
Racconto anticoCome ricompensa Dario gli concesse Mircino sullo Strimone, in Tracia, un luogo vicino a legname e argento. Erodoto racconta che il generale Megabazo avvertì che un Greco astuto intento a fortificare un simile luogo era un pericolo. Dario allora chiamò Istieo a Sardi e poi lo condusse a Susa come consigliere e compagno alla mensa reale. Suo cugino e genero Aristagora governò Mileto al suo posto.
Herodotus 5.11, 5.23-25, 5.30

Il messaggio sulla testa dello schiavo
Leggenda posterioreErodoto narra che Istieo, impaziente di lasciare Susa, rasò la testa a uno schiavo fidato e gli tracciò un messaggio sul cuoio capelluto. Attese che i capelli ricrescessero, poi mandò lo schiavo da Aristagora con l'ordine di rasarlo di nuovo, e il messaggio incitava alla rivolta. Erodoto ammette che Aristagora aveva motivi propri dopo il fallito attacco a Nasso, e il racconto ha la forma di una storia d'astuzia impossibile da verificare.
Herodotus 5.35

Ritorno, pirateria e morte
Racconto anticoScoppiata la rivolta, Istieo convinse Dario a mandarlo a occidente per pacificare la Ionia. A Sardi il satrapo Artaferne gli disse che lui aveva cucito la scarpa e Aristagora l'aveva calzata. Fuggì a Chio, gli fu negato l'ingresso a Mileto e si diede a predare le navi partendo da Bisanzio. Dopo la caduta di Mileto, il comandante persiano Arpago lo catturò presso Atarneo; fu poi impalato a Sardi. Dario, contrariato, ne fece seppellire la testa con onore.
Herodotus 5.106-107, 6.1-5, 6.26-30
Fonti
- Herodotus, Histories, books 4-6
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- O. Murray, The Ionian Revolt, Cambridge Ancient History IV, 1988