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Milziade

Milziade

Nobile ateniese, vassallo persiano nel Chersoneso, generale a Maratona, morto intorno al 489 a.C.

Nel gioco: Livello 6: Il ponte di barche

Milziade figlio di Cimone era un aristocratico ateniese che governò il Chersoneso tracico come tiranno sotto la sovranità persiana, per poi fuggire ad Atene quando la rivolta ionica crollò. Nel 490 a.C., come uno dei dieci strateghi ateniesi, insistette per dare battaglia a Maratona, ed Erodoto gli attribuisce la vittoria sull'esercito di Dati e Artaferne.

Nel gioco: La nota della cronaca del gioco lo presenta come il generale che guidò la carica a Maratona. Riporta inoltre come fatto certo la storia del ponte sull'Istro, benché molti storici dubitino di quel racconto.

Milziade: Signore del Chersoneso

Signore del Chersoneso

Erodoto racconta che i Pisistratidi, signori di Atene, inviarono Milziade nel Chersoneso, la penisola sulla sponda europea dell'Ellesponto, dove la sua famiglia deteneva già il potere. Vi governò come tiranno, mantenne cinquecento mercenari e sposò Egesipile, figlia del re trace Oloro. Quando Dario avanzò in Europa, verso il 513 a.C., Milziade divenne suddito persiano e salpò con gli altri tiranni greci per la spedizione scitica.

Herodotus 6.34-41; Herodotus 4.137

Milziade: La vicenda del ponte sull'Istro

La vicenda del ponte sull'Istro

Conteso

Erodoto riferisce che, mentre gli Ioni sorvegliavano il ponte di barche di Dario sull'Istro, Milziade li esortò a distruggerlo e a lasciare il Re bloccato tra gli Sciti. Istieo di Mileto sostenne che i tiranni dovevano il loro potere alla Persia, e il ponte fu conservato. Molti storici sospettano che il racconto sia stato diffuso più tardi, forse quando Milziade fu processato ad Atene per la sua tirannide, per presentarlo come un nemico della Persia.

Herodotus 4.137; Herodotus 6.41; Herodotus 6.104

Milziade: La fuga e la battaglia di Maratona

La fuga e la battaglia di Maratona

Nel 493 a.C., mentre la flotta fenicia riconquistava le coste ribelli, Milziade fuggì ad Atene. Suo figlio Metioco fu catturato, e Dario gli diede una moglie persiana e una tenuta. Eletto stratego, Milziade convinse il polemarco Callimaco a esprimere il voto decisivo a favore della battaglia. Erodoto narra che gli Ateniesi caricarono di corsa e che morirono circa 6.400 uomini del Re contro 192 Ateniesi. Il numero dei caduti ateniesi è ampiamente accettato, quello persiano meno.

Herodotus 6.41; Herodotus 6.103-117

Milziade: Paro e una fine ingloriosa

Paro e una fine ingloriosa

Dopo Maratona Milziade chiese navi agli Ateniesi senza dire dove le avrebbe condotte, e salpò contro l'isola di Paro. L'assedio fallì ed egli si ferì a una gamba. Tornato ad Atene, fu messo sotto accusa da Santippo e condannato a un'ammenda di cinquanta talenti. Morì poco dopo, quando la ferita andò in cancrena, e suo figlio Cimone pagò l'ammenda.

Herodotus 6.132-136

Milziade: Un elmo a Olimpia

Un elmo a Olimpia

Nelle fonti

Un elmo corinzio di bronzo rinvenuto nel santuario di Zeus a Olimpia reca un'iscrizione secondo cui Milziade lo dedicò a Zeus. Di solito viene attribuito a questo Milziade e potrebbe provenire da una delle sue campagne. È uno dei pochi oggetti risalenti alla sua vita che ne riportino il nome, e oggi è conservato nel museo di Olimpia.

Inscribed helmet from Olympia, Olympia Archaeological Museum

Fonti

  • Herodotus, Histories, books 4 and 6
  • Inscribed helmet of Miltiades, Olympia Archaeological Museum
  • P. Krentz, The Battle of Marathon, 2010
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002