
Santippo, figlio di Arifrone, era un aristocratico ateniese che accusò Milziade, fu ostracizzato nel 484, richiamato nel 480 e nel 479 comandò la flotta ateniese. Dopo la vittoria greca a Micale rimase per assediare Sesto, la roccaforte persiana sull'Ellesponto, e mandò ad Atene le gomene dei ponti di Serse. Fu il padre di Pericle.
Nel gioco: La cronaca indica Santippo come il generale ateniese del 479 e padre di Pericle, che guidò gli Ateniesi a Micale, assediò Sesto e riportò in patria le gomene del ponte. Il racconto segue Erodoto.

La famiglia e il processo a Milziade
Racconto anticoErodoto racconta che Santippo sposò Agariste, nipote del riformatore Clistene, e che il loro figlio fu Pericle. Nel 489, dopo il fallito attacco di Milziade a Paro, Santippo lo accusò davanti al popolo ateniese chiedendo la pena di morte. Milziade, il vincitore di Maratona, scampò alla morte ma fu multato di cinquanta talenti, e poco dopo morì per la ferita riportata.
Herodotus 6.131, 6.136

L'ostracismo sui cocci
Nelle fontiAd Atene sono stati rinvenuti cocci recanti il nome di Santippo figlio di Arifrone. Erano voti espressi in un ostracismo, la procedura con cui gli Ateniesi potevano esiliare per dieci anni un cittadino eminente. Su uno di essi è inciso un breve distico elegiaco che lo accusa di aver commesso più torti di qualunque altro capo. I cocci in sé non sono datati.
Ostraca from Athens; M. Lang, Ostraka (The Athenian Agora XXV), 1990

L'esilio, il richiamo e il comando della flotta
Racconto anticoLa Costituzione degli Ateniesi di scuola aristotelica data il suo ostracismo al 484 e afferma che gli esuli furono richiamati nel 480, mentre Serse avanzava. Nella primavera del 479, secondo Erodoto, Santippo comandava le navi ateniesi della flotta greca radunata a Egina sotto il re spartano Leotichida. A Micale, quell'estate, i Greci espugnarono l'accampamento persiano e incendiarono le navi tirate in secco, con gli Ateniesi che combattevano lungo la riva.
Aristotle, Athenaion Politeia 22.6-8; Herodotus 8.131, 9.96-106

L'assedio di Sesto e le gomene
Racconto anticoTrovati i ponti di Serse già distrutti, Leotichida e i Peloponnesiaci fecero ritorno in patria. Santippo e gli Ateniesi rimasero ad assediare Sesto, che resistette fino all'autunno o all'inverno. Quando la città cadde, il governatore persiano Artaucte, accusato dai Greci del luogo di aver saccheggiato il santuario di Protesilao, fu messo a morte vicino al punto in cui terminava il ponte. Le gomene furono portate ad Atene per i templi. Di questi eventi non sopravvive alcuna fonte persiana.
Herodotus 9.114-121; Thucydides 1.89

Il cane fedele
Leggenda posteriorePlutarco, che scrive quasi sei secoli dopo, narra un episodio dell'abbandono di Atene nel 480. Il cane di Santippo non volle essere lasciato indietro e nuotò accanto alla nave del padrone fino a Salamina, dove si accasciò e morì. Fu sepolto su un promontorio che da allora prese il nome di Tomba del Cane.
Plutarch, Themistocles 10
Fonti
- Herodotus 8.131, 9.96-121
- Herodotus 6.131, 6.136
- Thucydides 1.89
- Aristotle, Athenaion Politeia 22
- M. Lang, Ostraka (The Athenian Agora XXV), 1990
- Plutarch, Themistocles 10