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Leotichida

Leotichida

Re euripontide di Sparta, 491-469 a.C. circa, comandante greco a Micale nel 479 a.C.

Leotichida II fu un re euripontide di Sparta che salì al trono intorno al 491 a.C. dopo aver aiutato Cleomene a deporre Demarato. Nel 479 a.C. comandò la flotta greca che attraversò l'Egeo, sbarcò a Micale e distrusse le navi persiane tirate in secco sulla spiaggia. Quella sconfitta aprì alle città ioniche la strada per staccarsi dal Re.

Nel gioco: La cronaca lo indica come il re spartano che guidò la flotta greca nel 479 a.C., invitò gli Ioni a cambiare schieramento e vinse a Micale. Le date del suo regno, circa 491-469 a.C., seguono un computo moderno; quella finale è incerta.

Leotichida: Fatto re al posto di Demarato

Fatto re al posto di Demarato

Erodoto racconta che Cleomene, l'altro re di Sparta, voleva sbarazzarsi di Demarato. Strinse un patto con Leotichida, un parente di Demarato che lo detestava per avergli sottratto la sposa promessa. Leotichida giurò che Demarato non era il vero figlio del re Aristone. La questione fu rimessa a Delfi, dove un intermediario si era guadagnato il favore della sacerdotessa. Demarato fu deposto, Leotichida prese il suo posto e Demarato fuggì in seguito presso Dario.

Herodotus 6.61-70

Leotichida: Comandante della flotta greca nel 479 a.C.

Comandante della flotta greca nel 479 a.C.

Erodoto racconta che all'inizio della primavera del 479 a.C. una flotta greca di 110 navi si radunò a Egina agli ordini di Leotichida, e ne fa risalire la discendenza fino a Eracle. A Delo, inviati di Samo lo esortarono a navigare verso est, promettendo che gli Ioni si sarebbero ribellati. Trovò le navi persiane tirate in secco a Micale, dietro un muro. Allora costeggiò la riva da vicino e fece gridare da un araldo agli Ioni di ricordarsi della loro libertà.

Herodotus 8.131-132; 9.90-98

Leotichida: La battaglia di Micale

La battaglia di Micale

Erodoto racconta che i Persiani diffidavano dei Sami, perciò li disarmarono e allontanarono i Milesi mandandoli a sorvegliare i sentieri di montagna. Gli Ateniesi e gli alleati al loro fianco attaccarono lungo la spiaggia e sfondarono un muro di scudi prima che gli Spartani arrivassero per una via più impervia. Il generale persiano Tigrane fu ucciso. Gli Ioni si rivoltarono contro i Persiani e i Greci diedero alle fiamme le navi e l'accampamento.

Herodotus 9.99-106

Leotichida: Lo stesso giorno di Platea

Lo stesso giorno di Platea

Conteso

Erodoto racconta che la battaglia di Micale fu combattuta nello stesso giorno di quella di Platea. La voce di quella vittoria raggiunse il campo greco e sulla spiaggia fu trovato il bastone di un araldo, segni che lo storico interpretò come inviati dagli dèi. Diodoro afferma invece che fu Leotichida stesso a diffondere la notizia per rincuorare i suoi uomini. Molti storici dubitano dell'esatta coincidenza e della cifra erodotea di 60.000 uomini al comando di Tigrane. Nessun testo persiano registra la battaglia.

Herodotus 9.96, 9.100-101; Diodorus 11.35

Leotichida: Corruzione in Tessaglia ed esilio

Corruzione in Tessaglia ed esilio

Conteso

Erodoto racconta che in seguito Leotichida guidò un esercito in Tessaglia e avrebbe potuto conquistarla. Si lasciò invece corrompere e fu sorpreso nell'accampamento seduto su una manica piena d'argento. Fu processato, fuggì a Tegea e la sua casa a Sparta venne rasa al suolo. Le date sono dibattute: la spedizione si colloca di solito intorno al 478-476 a.C., e Diodoro pone la sua morte nel 476 a.C./5, mentre altri preferiscono il 469 a.C. circa.

Herodotus 6.71-72; Diodorus 11.48

Fonti

  • Herodotus, Histories 6.61-86, 8.131-132, 9.90-106
  • Diodorus Siculus, Library 11.34-37, 11.48
  • P. Cartledge, Sparta and Lakonia, 1979
  • J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002