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Cleomene

Cleomene

Re agiade di Sparta, 520-490 a.C. circa

Nel gioco: Livello 7: Sardi brucia

Cleomene I fu re di Sparta della casa degli Agiadi all'incirca dal 520 a.C. al 490 a.C. Cacciò il tiranno Ippia da Atene, sbaragliò Argo a Sepea e respinse Aristagora di Mileto quando gli Ioni cercarono aiuto contro la Persia; poi costrinse a lasciare il trono l'altro re, Demarato, che fuggì presso Dario. Quasi tutto ciò che sappiamo di lui viene da Erodoto, il cui ritratto è in gran parte ostile.

Nel gioco: Il gioco nomina Cleomene solo nella cronaca, seguendo Erodoto 5.49-51, come il re spartano che respinse Aristagora dopo aver saputo quanto Susa fosse lontana dal mare.

Cleomene: Un re della casata degli Agiadi

Un re della casata degli Agiadi

Erodoto racconta che Cleomene era figlio di Anassandrida e di una seconda moglie, che gli efori imposero al re perché il primo matrimonio era senza figli. La prima moglie diede poi alla luce Dorieo, Leonida e Cleombroto. Cleomene salì al trono come figlio maggiore, probabilmente verso il 520 a.C. Erodoto aggiunge che Dorieo, escluso dalla successione, lasciò Sparta per fondare colonie oltremare.

Herodotus 5.39-42

Cleomene: Aristagora e la strada per Susa

Aristagora e la strada per Susa

Intorno al 499 a.C. Aristagora giunse a Sparta con una mappa del mondo incisa nel bronzo e sollecitò un attacco contro il Re. Erodoto racconta che Cleomene chiese quanto distasse Susa dalla costa. Quando gli fu detto che il viaggio durava tre mesi, ordinò al Milesio di lasciare Sparta prima del tramonto. Aristagora offrì allora doni sempre più cospicui, finché Gorgo, la giovane figlia di Cleomene, avvertì il padre che lo straniero lo avrebbe corrotto, ed egli uscì dalla stanza.

Herodotus 5.49-51

Cleomene: Interventi ad Atene

Interventi ad Atene

Nel 510 a.C. Cleomene guidò le forze spartane che cacciarono Ippia e la sua famiglia da Atene. Qualche anno dopo tornò per sostenere Isagora contro Clistene, ma gli Ateniesi lo assediarono sull'Acropoli ed egli se ne andò protetto da una tregua. La sua invasione dell'Attica più massiccia, verso il 506 a.C., si sfaldò a Eleusi quando i Corinzi e l'altro re, Demarato, si ritirarono.

Herodotus 5.64-76

Cleomene: Egina, Demarato e la Persia

Egina, Demarato e la Persia

Quando, intorno al 491 a.C., gli araldi di Dario chiesero ai Greci terra e acqua, Egina si sottomise e Cleomene andò ad arrestare i responsabili, ma Demarato gli si oppose. Erodoto racconta che Cleomene si alleò allora con Leotichida e, tramite un intermediario corrotto, fece dichiarare dall'oracolo di Delfi che Demarato era illegittimo. Il re deposto fuggì presso Dario, ricevette terre e città in Asia e in seguito accompagnò Serse nel 480 a.C.

Herodotus 6.48-51, 6.61-70

Cleomene: Follia e morte

Follia e morte

Conteso

Erodoto riferisce che, quando il complotto di Delfi venne alla luce, Cleomene fuggì, fu richiamato, impazzì e si diede la morte tagliuzzandosi con un coltello mentre era ai ceppi, probabilmente verso il 490 a.C. La maggior parte dei Greci attribuì la sua fine alla corruzione dell'oracolo, gli Ateniesi alla devastazione del recinto sacro di Eleusi e gli Argivi all'uccisione dei supplici e all'incendio del loro bosco sacro dopo Sepea. Gli Spartani la imputarono al vino puro, un'abitudine appresa dagli ambasciatori sciti; alcuni storici moderni sospettano un omicidio.

Herodotus 6.74-84

Fonti

  • Herodotus, Histories, books 5 and 6
  • P. Cartledge, Sparta and Lakonia, 1979
  • W. G. Forrest, A History of Sparta, 1968
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002