
L'Acropoli di Atene
Cittadella e santuario di Atena ad Atene, presa e data alle fiamme da Serse nel 480 a.C.
Nel gioco: Livello 10: Le Porte Calde
L'Acropoli è la ripida collina calcarea nel cuore di Atene. Nel 480 a.C. ospitava l'antico tempio di Atena e un tempio di marmo ancora incompiuto. Alla fine dell'estate del 480 a.C. l'esercito di Serse la prese dopo un assedio e ne incendiò i santuari, un gesto che Erodoto presenta come vendetta per l'incendio di Sardi. Le rovine plasmarono il modo in cui gli Ateniesi ricordarono la guerra e ciò che vi costruirono in seguito.
Nel gioco: Il gioco presenta l'Acropoli come un campo di battaglia preso d'assalto nel 480 a.C., con l'antico tempio di Atena, il Pre-Partenone e la barricata di legno. Erodoto e gli scavi confermano questi elementi. Nel 480 a.C. il Pre-Partenone era ancora incompiuto.

I templi sulla rocca prima del 480 a.C.
Nelle fontiGli scavi mostrano che nel 480 a.C. sulla sommità sorgeva un tempio in calcare di Atena Poliade. Le sue fondamenta si conservano tra il Partenone successivo e l'Eretteo, e tutt'intorno si ergevano numerose offerte votive in marmo, come le korai. Sul lato meridionale era in costruzione un nuovo tempio in marmo, oggi detto Pre-Partenone, con le colonne innalzate solo in parte. La maggior parte degli studiosi ne colloca l'avvio negli anni successivi a Maratona.
Excavation reports; J. M. Hurwit, The Athenian Acropolis, 1999

L'assedio della barricata
Racconto anticoErodoto racconta che gli Ateniesi avevano abbandonato la città. Vi rimasero soltanto alcuni tesorieri del tempio e pochi poveri, che interpretarono il muro di legno dell'oracolo come una barricata di porte e travi sull'Acropoli. I Persiani si accamparono sull'Areopago, di fronte, e scagliarono contro la barricata frecce avvolte in stoppa infuocata. I difensori respinsero le condizioni offerte tramite i Pisistratidi esuli e fecero rotolare massi sugli assalitori.
Herodotus 8.51-52

Conquista e incendio
Racconto anticoAlla fine, dice Erodoto, alcuni Persiani scalarono la parete a picco presso il sacello di Aglauro, dove non c'erano sentinelle. Alcuni difensori si gettarono dalle mura, altri si rifugiarono nel tempio. I Persiani li uccisero, spogliarono il santuario e diedero fuoco all'Acropoli. Serse inviò un cavaliere a Susa con la notizia, e il giorno seguente ordinò agli esuli ateniesi al suo seguito di salire e sacrificare secondo il loro rito.
Herodotus 8.53-54

Che cosa rivelano i resti bruciati
Nelle fontiGli scavi condotti dal 1885 al 1890 rinvennero korai spezzate, basi iscritte e frammenti bruciati sepolti nei riempimenti della sommità, a lungo chiamati «colmata persiana», sebbene oggi gli studiosi discutano quanta parte di essi risalga al 480 a.C. Rocchi di colonna del Pre-Partenone, spaccati e arrossati dal fuoco, furono poi inseriti nel muro settentrionale dell'Acropoli, dove sono ancora visibili dalla città sottostante.
P. Kavvadias and G. Kawerau, Die Ausgrabung der Akropolis, 1906; J. M. Hurwit, The Athenian Acropolis, 1999

La vendetta, le rovine e il giuramento
ContesoErodoto racconta che in seguito i Persiani addussero l'incendio di Sardi e del suo tempio di Cibebe, nel 498 a.C., come motivo per incendiare i templi greci. Autori posteriori affermarono che prima di Platea i Greci giurarono di lasciare i templi bruciati come memoriali, ma Teopompo definì questo giuramento un'invenzione ateniese. Gli storici discutono ancora se le rovine siano state lasciate per voto o per mancanza di fondi, e se una parte del tempio antico sia rimasta in uso dopo il 480 a.C.
Herodotus 5.102; Lycurgus, Against Leocrates 81; Diodorus 11.29; Theopompus, FGrH 115 F153
Fonti
- Herodotus 5.102; 8.51-55
- J. M. Hurwit, The Athenian Acropolis, 1999
- P. Kavvadias and G. Kawerau, Die Ausgrabung der Akropolis vom Jahre 1885 bis zum Jahre 1890, 1906
- Lycurgus, Against Leocrates 81
- Diodorus 11.29
- Theopompus, FGrH 115 F153