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Callimaco

Callimaco

Polemarco ateniese di Afidna, ucciso a Maratona nel 490 a.C.

Nel gioco: Livello 8: La baia di Maratona

Callimaco di Afidna era il polemarco, l'arconte della guerra di Atene, nell'anno di Maratona. Erodoto racconta che, quando i dieci strateghi si divisero sull'opportunità di affrontare le truppe persiane sbarcate, fu il suo voto a decidere per la battaglia. Guidò l'ala destra ateniese e cadde nei combattimenti presso le navi persiane.

Nel gioco: La cronaca del gioco segue Erodoto: voto decisivo, ala destra, morte presso le navi. Considera il suo ruolo come assodato, anche se gli storici discutono ancora se il comando supremo spettasse a lui e non a Milziade.

Callimaco: L'undicesimo voto

L'undicesimo voto

Erodoto afferma che i dieci strateghi ateniesi a Maratona erano divisi a metà, e alcuni temevano di affrontare il più numeroso esercito persiano guidato da Dati e Artaferne. Milziade si rivolse a Callimaco, che come polemarco aveva un voto pari a quello degli strateghi, e lo esortò a scegliere la battaglia per la libertà di Atene. Callimaco votò per combattere. Erodoto aggiunge che era stato scelto per sorteggio.

Herodotus 6.109-110

Callimaco: Sull'ala destra e presso le navi

Sull'ala destra e presso le navi

Erodoto spiega che per consuetudine ateniese il polemarco comandava l'ala destra, e lì dunque Callimaco prese posto nello schieramento. Dopo aver sbaragliato le ali persiane e poi il centro, gli Ateniesi inseguirono i fuggitivi fino alla riva e cercarono di impadronirsi delle navi. Lì cadde Callimaco, combattendo valorosamente, insieme allo stratego Stesilao, mentre Cinegiro perse una mano afferrando la poppa di una nave.

Herodotus 6.111-114

Callimaco: Chi comandava a Maratona

Chi comandava a Maratona

Conteso

Erodoto fa di Milziade il vero capo e attribuisce a Callimaco soltanto un voto. La Costituzione degli Ateniesi di scuola aristotelica afferma invece che a quel tempo il polemarco guidava l'intero esercito e che gli arconti furono sorteggiati solo a partire dal 487 a.C. Molti storici ritengono quindi che Callimaco fosse stato eletto e detenesse il comando formale, e che il racconto di Erodoto sia stato plasmato dai successivi elogi di Milziade e della sua famiglia.

Aristotle, Athenaion Politeia 22.2, 22.5

Callimaco: La colonna sull'Acropoli

La colonna sull'Acropoli

Nelle fonti

Sopravvivono frammenti di un'alta colonna di marmo che sorreggeva una figura alata, dedicata sull'Acropoli con un'iscrizione che nomina Callimaco di Afidna come polemarco. Il testo è lacunoso e la sua integrazione è dibattuta, ma probabilmente ricordava un voto sciolto dopo Maratona e fu eretta dopo la sua morte. Il monumento fu fatto a pezzi, probabilmente quando i Persiani saccheggiarono l'Acropoli nel 480 a.C.

IG I³ 784

Callimaco: Il morto che non voleva cadere

Il morto che non voleva cadere

Leggenda posteriore

Callimaco era raffigurato accanto a Milziade nel dipinto di Maratona della Stoà Pecile, realizzato alcuni decenni dopo la battaglia; Pausania lo vide e lo descrisse secoli più tardi. Il retore Polemone di Laodicea e altri autori di età romana si spinsero molto oltre, narrando che il suo corpo fu trafitto da così tante lance da restare in piedi anche dopo la morte. Quell'immagine appartiene alla retorica posteriore, non a Erodoto.

Pausanias 1.15.3; Polemon of Laodicea, Declamations

Fonti

  • Herodotus 6.109-114
  • Aristotle, Athenaion Politeia 22
  • IG I³ 784
  • Pausanias 1.15.3
  • Polemon of Laodicea, Declamations
  • P. Krentz, The Battle of Marathon, 2010