
Il polemarco
Arconte della guerra di Atene, uno dei nove arconti annuali, figura di spicco a Maratona nel 490 a.C.
Il polemarco, o capo di guerra, era uno dei nove arconti che governavano Atene ogni anno. Nell'Atene arcaica comandava l'esercito dei cittadini. Nel 490 il suo ruolo accanto ai dieci generali eletti stava cambiando, e Callimaco, polemarco nell'anno di Maratona, fu l'ultimo titolare della carica di cui si sappia che guidò gli Ateniesi in battaglia.
Nel gioco: Il gioco presenta Callimaco come polemarco a Maratona, seguendo Erodoto. Storicamente il polemarco era una carica annuale che condivideva il comando con dieci strateghi eletti, e a Milziade si attribuisce di solito il piano di battaglia.

Un'antica carica dello Stato ateniese
Racconto anticoLa Costituzione degli Ateniesi aristotelica afferma che la polemarchia fu la seconda delle grandi cariche a essere istituita, dopo l'arconte re, perché alcuni titolari dell'antica carica regale erano deboli in guerra. In seguito si aggiunse l'arconte che dava il nome all'anno, e col tempo sei legislatori si unirono a loro a formare i nove arconti. Questo resoconto fu scritto nel IV secolo e si fonda in parte su una ricostruzione.
Aristotle, Constitution of the Athenians 3.2-4

Il polemarco e i dieci generali
Racconto anticoLa stessa opera riferisce che nel 501/500 Atene iniziò a eleggere dieci strateghi, uno per ciascuna tribù, ma il polemarco rimase a capo dell'intero esercito. Erodoto racconta che a Maratona gli strateghi erano divisi cinque contro cinque sull'opportunità di combattere, e che il polemarco deteneva per antica consuetudine l'undicesimo voto, quello decisivo. Milziade convinse Callimaco a votare per la battaglia.
Herodotus 6.109-110; Aristotle, Constitution of the Athenians 22.2

Chi comandò davvero a Maratona
ContesoErodoto dice che Callimaco fu scelto a sorte, ma la Costituzione degli Ateniesi data l'estrazione a sorte degli arconti al 487/6, quindi fu probabilmente eletto. Erodoto afferma inoltre che gli strateghi si alternavano al comando un giorno ciascuno, eppure attribuisce il piano a Milziade. Gli storici discutono ancora se Callimaco detenesse un vero comando o una carica in gran parte formale, con Milziade a dirigere i combattimenti.
Herodotus 6.109-110; Aristotle, Constitution of the Athenians 22.5; P. Krentz, The Battle of Marathon, 2010

Callimaco sull'ala destra
Racconto anticoErodoto afferma che il polemarco guidava l'ala destra, il posto d'onore secondo l'usanza ateniese, con le tribù disposte in ordine e i Plateesi sulla sinistra. Callimaco cadde nei combattimenti presso le navi persiane. Pausania, che scrisse secoli dopo, lo vide raffigurato nel dipinto di Maratona nella Stoà Pecile di Atene.
Herodotus 6.111, 6.114; Pausanias 1.15.3

La dedica sull'Acropoli
Nelle fontiDall'Acropoli sopravvivono frammenti di un'alta colonna ionica sormontata da una figura femminile alata. Recano un'iscrizione in cui Callimaco di Afidna dedica il monumento ad Atena. Il testo è lacunoso e la sua integrazione è discussa, ma probabilmente lo definiva polemarco e faceva riferimento a Maratona. Se così fosse, si tratterebbe di una testimonianza contemporanea del legame pubblico tra il polemarco e la vittoria.
IG I³ 784

In seguito, una carica giuridica e religiosa
Racconto anticoGli storici ritengono in genere che, una volta che gli arconti furono scelti per sorteggio, il comando in guerra passò interamente agli strateghi. La Costituzione degli Ateniesi descrive il polemarco di epoca successiva occupato nelle cause che riguardavano stranieri residenti e liberti, e nell'offrire sacrifici ad Artemide Agrotera e a Enialio. Organizzava inoltre i giochi funebri per gli Ateniesi caduti in guerra.
Aristotle, Constitution of the Athenians 58
Fonti
- Herodotus 6.109-114
- Aristotle, Constitution of the Athenians 3.2-4, 22.2-5, 58
- IG I³ 784
- Pausanias 1.15.3
- P. J. Rhodes, A Commentary on the Aristotelian Athenaion Politeia, 1981
- P. Krentz, The Battle of Marathon, 2010