
Pausania
Reggente spartano che guidò l'esercito greco a Platea nel 479 a.C.; morto intorno al 470 a.C.
Nel gioco: Livello 11: Il finale
Pausania, figlio di Cleombroto, fu reggente di Sparta per il giovane cugino Plistarco, figlio di Leonida. Nel 479 a.C. comandò l'esercito greco alleato che sconfisse Mardonio a Platea e pose fine all'invasione persiana della Grecia per terra. Nel giro di un decennio fu accusato di cospirare con Serse e fu lasciato morire di fame in un santuario spartano.
Nel gioco: La cronaca del gioco lo definisce reggente per il giovane figlio di Leonida e comandante del più grande esercito greco a Platea. Ciò concorda con Erodoto, anche se le dimensioni dell'esercito si basano sulle sue cifre.

Reggente di un re fanciullo
Racconto anticoErodoto racconta che Pausania era figlio di Cleombroto e dunque nipote di Leonida, caduto alle Termopili. Poiché Plistarco, figlio di Leonida, era ancora un bambino, Pausania ne fu il tutore e assunse il comando. Erodoto riferisce che Sparta, incalzata dagli Ateniesi, inviò di notte 5.000 spartiati, ciascuno con sette iloti al seguito.
Herodotus 9.10-11

Comandante a Platea
Racconto anticoErodoto conta 38.700 opliti e circa 110.000 uomini in tutto dalla parte greca. Molti storici ritengono il totale degli opliti grosso modo plausibile, ma dubitano delle cifre elevate attribuite alle truppe leggere e agli iloti. Dopo giorni di manovre presso l'Asopo, una disordinata ritirata notturna lasciò scoperti Spartani e Tegeati. Mardonio attaccò, cadde in battaglia e il suo esercito si sbandò.
Herodotus 9.28-64

La Colonna serpentina
Nelle fontiCon il bottino di Platea i Greci dedicarono a Delfi un tripode d'oro posto su una colonna di bronzo formata da tre serpenti intrecciati. Sulle spire sono incisi i nomi degli Stati greci che combatterono i Persiani, senza menzionare alcun comandante. La colonna di bronzo, danneggiata, si erge ancora nell'antico Ippodromo di Istanbul.
R. Meiggs and D. Lewis, A Selection of Greek Historical Inscriptions, no. 27

Bisanzio e l'accusa di medismo
ContesoTucidide racconta che Pausania fece incidere sul tripode di Delfi un verso vanaglorioso che lo nominava, e che a Bisanzio vestiva alla persiana e scrisse a Serse offrendosi di sottomettergli la Grecia. Richiamato, si rifugiò nel tempio di Atena Calcieca, vi fu murato dentro e ne fu portato fuori solo quando stava morendo di fame. Gli storici discutono ancora se le lettere fossero autentiche o se le accuse nascessero dalla politica spartana e ateniese.
Thucydides 1.128-134

Le due cene
Leggenda posterioreErodoto racconta che dopo la battaglia Pausania fece preparare ai cuochi di Mardonio un banchetto persiano accanto a un semplice pasto spartano, e rise del fatto che uomini tanto ricchi fossero venuti a derubare uomini tanto poveri. Con lo stesso spirito avrebbe respinto il consiglio di mutilare il corpo di Mardonio. Entrambi i racconti si leggono come lezioni morali plasmate dal narratore.
Herodotus 9.78-82
Fonti
- Herodotus, Histories, book 9
- Thucydides 1.94-95, 1.128-134
- R. Meiggs and D. Lewis, A Selection of Greek Historical Inscriptions, 1969
- J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002