
Termopili
Passo costiero della Grecia centrale, dove Serse sfondò lo schieramento di Leonida nel 480 a.C.
Nel gioco: Livello 10: Le Porte Calde
Le Termopili, le Porte Calde, erano uno stretto passo tra i monti e il golfo Maliaco, sulla principale via di terra dalla Tessaglia alla Grecia centrale. Nel 480 a.C. un piccolo contingente greco guidato dal re spartano Leonida bloccò qui l'esercito di Serse per tre giorni di combattimenti, finché un sentiero di montagna permise ai Persiani di aggirarlo. I Greci persero la battaglia, ma la loro resistenza divenne uno degli episodi più raccontati della guerra.
Nel gioco: Il decimo livello è ambientato qui nel 480 a.C. La cronaca segue Erodoto nella descrizione del passo, delle sue sorgenti calde e del muro focese. I suoi tre giorni corrispondono ai tre giorni di combattimenti da lui narrati, che seguirono i quattro di attesa di Serse.

Il passo e il suo muro
Racconto anticoErodoto descrive una strada stretta tra pendii scoscesi e il mare, con sorgenti calde che diedero il nome al luogo. Molto prima del 480 a.C. i Focesi avevano costruito un muro attraverso il passo per respingere le incursioni tessale, ma ormai era in gran parte in rovina. I Greci lo ricostruirono e ne fecero la loro linea. Nello stesso tempo la flotta presidiava lo stretto presso il vicino Artemisio, così che la difesa per terra e per mare agiva di concerto.
Herodotus 7.175-177

Tre giorni di combattimenti
Racconto anticoErodoto racconta che Serse attese quattro giorni, poi lanciò Medi e Cissi contro il muro e dopo di loro gli Immortali al comando di Idarne, ma la linea resse. Efialte di Malide mostrò ai Persiani il sentiero dell'Anopea, e Idarne vi guidò le truppe di notte, oltrepassando la guardia focese. Leonida congedò la maggior parte degli alleati. Rimase con gli Spartani e i Tespiesi, e con i Tebani che, secondo Erodoto, trattenne come ostaggi. Gli ultimi combattenti caddero su una bassa collina.
Herodotus 7.210-225

Cifre e moventi
ContesoErodoto stima l'esercito di terra di Serse in 1.700.000 uomini, una cifra che gli storici respingono come enormemente esagerata. Le stime moderne sono molto più basse, anche se variano parecchio. I Greci erano forse settemila. Erodoto afferma che Leonida rimase per onore e a causa di un oracolo, mentre molti storici vi vedono una retroguardia a copertura della ritirata. Nessun testo persiano menziona la battaglia, e per i Persiani si trattò probabilmente soltanto di un valico forzato lungo la marcia verso Atene.
Herodotus 7.60, 7.202-203, 7.220; J. F. Lazenby, The Defence of Greece, 1993

Il sito oggi
Nelle fontiDa allora il fiume Spercheo ha depositato limo, tanto che la costa si trova oggi a diversi chilometri dall'antica strada e il passo è diventato un'ampia pianura. Nel 1939 Spyridon Marinatos scavò la collina di Kolonos, che Erodoto indica come luogo dell'ultima resistenza, e vi trovò un gran numero di punte di freccia in bronzo e in ferro. Le sorgenti calde sgorgano ancora accanto alla moderna autostrada.
Excavations of S. Marinatos on Kolonos, 1939; Herodotus 7.225

Detti degli Spartani
Leggenda posterioreLa battaglia si arricchì presto di detti famosi. Erodoto racconta che Dieneche, sentendo dire che le frecce persiane avrebbero oscurato il sole, rispose che allora i Greci avrebbero combattuto all'ombra. La risposta «vieni a prenderle», che sarebbe stata data a una richiesta persiana di consegnare le armi, compare solo in Plutarco, più di cinque secoli dopo. Entrambe vanno lette piuttosto come racconti morali greci che come cronache di quel giorno.
Herodotus 7.226; Plutarch, Sayings of the Spartans
Fonti
- Herodotus, Histories 7.175-233
- J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
- P. Cartledge, Thermopylae: The Battle That Changed the World, 2006
- P. Green, The Greco-Persian Wars, 1996
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- Plutarch, Sayings of the Spartans