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Dieneche

Dieneche

Soldato spartano caduto alle Termopili nel 480 a.C.

Dieneche era un soldato cittadino spartano che combatté con Leonida alle Termopili nel 480 a.C. e probabilmente cadde nella resistenza finale. Erodoto riferisce che si diceva fosse il più valoroso di tutti gli Spartani e i Tespiesi presenti, e tramanda una sua battuta asciutta sulle frecce persiane che lo rese memorabile. Della sua vita non si sa altro, e la sua fama poggia su quell'unico passo.

Nel gioco: Il gioco menziona Dieneche in una nota della cronaca che segue Erodoto 7.226. Tralascia che Erodoto riporta la storia per sentito dire e indica un uomo di Trachine come colui che avvertì delle frecce.

Dieneche: Il più valoroso degli Spartani

Il più valoroso degli Spartani

Erodoto afferma che, tra tutti i Lacedemoni e i Tespiesi che tennero il passo, il più valoroso a quanto si dice fu Dieneche, uno spartiata, cioè un cittadino spartano a pieno titolo. Non ne indica né il padre, né l'età, né il rango, e non descrive come morì. Come quasi tutti gli Spartani alle Termopili, cadde probabilmente l'ultimo giorno, quando i Greci furono accerchiati dopo che i Persiani li aggirarono per il sentiero di montagna.

Herodotus 7.226

Dieneche: Combattere all'ombra

Combattere all'ombra

Erodoto riferisce un aneddoto su Dieneche. Prima dell'inizio dei combattimenti, un uomo di Trachine avvertì che gli arcieri persiani erano così numerosi che le loro frecce avrebbero oscurato il sole. Dieneche, impassibile, rispose che era una buona notizia, perché i Greci avrebbero combattuto all'ombra. Erodoto aggiunge che, a quanto si diceva, egli lasciò a ricordo di sé altri detti di questo genere, ma non ne riporta nessuno.

Herodotus 7.226

Dieneche: Altri onorati accanto a lui

Altri onorati accanto a lui

Erodoto ricorda come eccellenti altri due Spartani, i fratelli Alfeo e Marone, figli di Orsifanto. Tra i Tespiesi nomina un certo Ditirambo, figlio di Armatide. L'elenco mostra che la tradizione greca successiva alla battaglia stilava una graduatoria del valore individuale, e che anche i Tespiesi rimasti fino alla fine venivano ricordati.

Herodotus 7.227

Dieneche: Un detto spartano, rinarrato

Un detto spartano, rinarrato

Leggenda posteriore

La battuta sull'ombra appartiene a un tipo di risposta breve e asciutta che i Greci consideravano tipicamente spartana, e circolò ampiamente. La raccolta di detti spartani di Plutarco ne attribuisce una versione a Leonida. Cicerone la racconta in latino, riferendola a uno Spartano senza nome che risponde a un Persiano vanaglorioso. Queste rielaborazioni successive mostrano come la frase sia diventata un esempio morale a sé stante di disprezzo per la morte, anziché il ricordo di un fatto riguardante un singolo uomo.

Plutarch, Sayings of Spartans; Cicero, Tusculan Disputations, book 1

Dieneche: Le frecce e l'altra sponda

Le frecce e l'altra sponda

Conteso

Nessuna fonte persiana menziona le Termopili, Dieneche o la resistenza spartana, e le iscrizioni reali di Serse tacciono sulla campagna di Grecia. Gli autori greci descrivono la fanteria persiana che scaglia frecce a raffiche da dietro scudi di vimini, perciò l'immagine delle frecce in massa si accorda con il loro quadro del combattimento persiano. Ma Erodoto valuta l'esercito di Serse, con il suo seguito, in oltre cinque milioni di persone, una cifra che gli storici giudicano molto esagerata: l'entità di quel tiro con l'arco appartiene dunque al racconto.

P. Cartledge, Thermopylae, 2006; J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993

Fonti

  • Herodotus 7.226-227
  • Plutarch, Sayings of Spartans
  • Cicero, Tusculan Disputations, book 1
  • P. Cartledge, Thermopylae: The Battle That Changed the World, 2006
  • J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002