La piana di Pasargade, dove secondo Strabone Ciro sconfisse i Medi.

Livello 1: La tomba del fondatore · Pasargade · 530 a.C.

La tomba del fondatore

La piana di Pasargade, dove secondo Strabone Ciro sconfisse i Medi.

Enciclopedia › La storia

Pasargade era la città di Ciro, tracciata sull'altopiano della Perside tra giardini irrigati da canali d'acqua in pietra. Da qui il re di un piccolo regno montano costruì il più vasto impero che il mondo avesse mai visto, e qui sorge ancora la sua tomba.

La piana del Pulvar intorno a Pasargade: il fiume, i canali, i palazzi e i giardini
La piana del Pulvar intorno a Pasargade: il fiume, i canali, i palazzi e i giardini
  1. 559 BCE Ciro re di Anshan
  2. 550 a.C. Cade Astiage di Media
  3. 547 BCE Sardi conquistata
  4. 539 BCE Babilonia apre le porte
  5. 530 a.C. Muore Ciro
  6. 324 BCE Alessandro restaura la tomba
La tomba del fondatore: Re di Anshan

Re di Anshan

Nelle fonti

Ciro si definiva re di Anshan, figlio di Cambise, della stirpe di Teispe. Intorno al 550 a.C. il re medo Astiage marciò contro di lui, ma il suo stesso esercito si ammutinò e glielo consegnò, e Ciro prese Ecbatana e il suo tesoro. Strabone, cinque secoli dopo, afferma che Pasargade fu fondata nel luogo della vittoria di Ciro (un racconto antico).

Nel gioco: I predoni delle colline colpiscono da est, come un tempo fecero i Medi.

Nabonidus Chronicle ii 1-4; Cyrus Cylinder 20-21; Strabo 15.3.8

La tomba del fondatore: Re delle quattro parti del mondo

Re delle quattro parti del mondo

Nelle fonti

Nel 539 a.C. Babilonia aprì le sue porte. Un cilindro d'argilla deposto nelle sue mura afferma che il dio Marduk scelse Ciro e che egli rimandò a casa dèi e popoli. È propaganda regale nell'antico stile babilonese, non la «prima carta dei diritti umani» come talvolta lo si definisce, ma mostra un conquistatore che desiderava essere accolto con favore.

Cyrus Cylinder (British Museum); Nabonidus Chronicle iii 12-20

La tomba del fondatore: Una città di giardini

Una città di giardini

Nelle fonti

Gli scavi del 1961-63 hanno portato alla luce palazzi con sale colonnate, una porta fortificata con un genio custode a quattro ali scolpito a rilievo e un giardino incorniciato da canali d'acqua e vasche in calcare. La nostra parola «paradiso» deriva dal termine antico persiano che indicava un simile giardino cintato.

Nel gioco: I campi irrigati dai canali del Pulvar nutrono la città.

D. Stronach, Pasargadae (1978); Xenophon, Oeconomicus 4.20-25

La tomba del fondatore: Pietra su pietra

Pietra su pietra

Nelle fonti

La tomba è una camera di pietra con tetto a doppio spiovente, posta su sei basamenti a gradoni, alta circa undici metri. I suoi blocchi sono connessi senza malta e tenuti insieme da grappe di metallo, una tecnica appresa dagli scalpellini della Lidia e della Ionia. Arriano descrive all'interno un letto e un sarcofago d'oro.

Nel gioco: La tomba è la grande opera del livello, innalzata un filare alla volta.

Arrian, Anabasis 6.29; Strabo 15.3.7; Stronach (1978)

La tomba del fondatore: «Io sono Ciro il Re»

«Io sono Ciro il Re»

Conteso

Brevi iscrizioni sui palazzi recitano «Io (sono) Ciro il re, l'Achemenide». Molti studiosi ritengono che Dario le abbia fatte incidere in seguito, per legare Ciro alla propria famiglia. Erodoto racconta che Ciro sognò il giovane Dario con ali che si stendevano sull'Asia e sull'Europa. L'incontro tra Ciro e Dario nel gioco è una scena romanzata.

Nel gioco: L'incarico affidato da Ciro a Dario è una drammatizzazione dichiarata.

Inscriptions CMa-CMc; Herodotus 1.209

La tomba del fondatore: Come morì Ciro

Come morì Ciro

Conteso

Le tavolette babilonesi mostrano che il suo regno terminò nel 530 a.C. Erodoto scelse, fra molti racconti, quello in cui la regina Tomiri dei Massageti lo uccise in battaglia. Ctesia dice che morì per una ferita combattendo contro i Derbici; Senofonte lo fa morire serenamente nel suo letto.

Herodotus 1.205-214; Ctesias (Photius 72); Xenophon, Cyropaedia 8.7

La tomba del fondatore: Alessandro alla tomba

Alessandro alla tomba

Due secoli dopo, nel 324, Alessandro di Macedonia trovò la tomba saccheggiata. Fece interrogare i custodi e ordinò ad Aristobulo di ricomporre il corpo e sigillare la porta. Nei secoli successivi la tomba sopravvisse come «tomba della madre di Salomone».

Arrian, Anabasis 6.29, from Aristobulus