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La sepoltura di Ciro
La sepoltura del fondatore dell'impero a Pasargade, in Perside, intorno al 530 a.C.
Nel gioco: Livello 1: La tomba del fondatore
Ciro morì nel 530 a.C. mentre era in campagna nell'estremo nord-est, e le tavolette babilonesi mostrano Cambise già sul trono entro la fine di quell'anno. Una tomba di pietra a Pasargade, ancora in piedi, fu poi nota come luogo di riposo di Ciro. Nessun testo dell'epoca descrive i funerali, perciò il racconto è ricostruito dalla tomba stessa e dagli scrittori greci.
Nel gioco: Il primo livello è costruito attorno alla preparazione della tomba, e in seguito i Magi la custodiscono; il ritorno della salma segue Ctesia. Erodoto non ne fa menzione, e nessun testo persiano dell'epoca registra i funerali.

Come morì Ciro
ContesoGli autori antichi non concordano. Erodoto dice che Ciro fu ucciso combattendo contro i Massageti oltre l'Arasse, mentre Senofonte lo fa morire serenamente nel suo letto, tra i figli. Ctesia afferma che morì per una ferita riportata contro i Derbici e che Cambise mandò il corpo in patria, in Persia. È l'unico dei tre a descrivere chiaramente il ritorno della salma, e gli storici non sanno dire quale versione della morte sia vera.
Herodotus 1.214; Ctesias, Persica (in Photius); Xenophon, Cyropaedia 8.7

La tomba di Pasargade
Nelle fontiLa tomba sorge nella pianura a sud-ovest dei palazzi. È una camera di pietra a tetto displuviato posta su un basamento di sei gradini, alta circa 11 metri e costruita con grandi blocchi di calcare uniti da grappe di metallo. La camera interna è piccola, lunga poco più di 3 metri e larga circa 2, con una porta bassa, e oggi non reca alcuna iscrizione. In epoca medievale la tradizione locale la chiamava la tomba della madre di Salomone.
D. Stronach, Pasargadae, 1978

Che cosa trovarono gli uomini di Alessandro
Racconto anticoArriano, seguendo Aristobulo, afferma che la tomba sorgeva in un parco alberato. All'interno si trovavano una bara d'oro, un letto, una tavola con coppe e vesti pregiate. I Magi montavano la guardia, un compito tramandato di padre in figlio fin dai tempi di Cambise, e ricevevano ogni giorno una pecora e ogni mese un cavallo da sacrificare a Ciro. Nel 324 a.C. la tomba era stata saccheggiata, e Alessandro ne ordinò il restauro.
Arrian, Anabasis 6.29; Strabo 15.3.7

Chi la costruì, e quando
ContesoGli storici discutono se Ciro abbia costruito la tomba in vita o se Cambise l'abbia finita dopo la sua morte. La raffinata muratura e le grappe indicano scalpellini lidi e ioni, perciò la tomba risale probabilmente a dopo la conquista di Sardi. Sotto Dario, le tavolette di Persepoli registrano offerte regolari per i defunti della casa reale. Mostrano che tali culti esistevano, ma non descrivono il funerale di Ciro.
D. Stronach, Pasargadae, 1978; W. Henkelman, The Other Gods Who Are, 2008

La vendetta della regina e l'epitaffio
Leggenda posterioreErodoto racconta che Tomiri, regina dei Massageti, immerse la testa del re morto in un otre di sangue perché ne avesse a sazietà. Il racconto è costruito come una lezione sull'avidità di conquista. Scrittori più tardi riportano un epitaffio in cui Ciro chiede al passante di non invidiargli la poca terra che lo ricopre. Di quell'iscrizione non resta traccia, e potrebbe essere un'invenzione letteraria.
Herodotus 1.214; Plutarch, Alexander 69; Strabo 15.3.7
Fonti
- Arrian, Anabasis 6.29
- D. Stronach, Pasargadae, 1978
- Herodotus 1.214
- Ctesias, Persica (in Photius)
- Xenophon, Cyropaedia 8.7
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002