
I popoli delle colline della Perside
Tribù pastorali e montane della Perside e dello Zagros, VI-IV secolo a.C.
Nel gioco: Livello 1: La tomba del fondatore
Non tutti nella patria persiana vivevano in città o coltivavano le valli. Erodoto annoverava diverse tribù persiane tra i nomadi, e autori successivi descrivono popoli di montagna come gli Uxi, che controllavano i passi tra Susa e la Perside. Essi mostrano che il potere regio nel cuore dell'impero si fondava in parte su accordi con pastori e genti delle colline, e non soltanto sulla forza.
Nel gioco: I Predoni delle colline del gioco attaccano Pasargade da accampamenti sulle alture. Nessuna fonte registra incursioni contro Pasargade; le razzie sono una semplificazione di gioco di un rapporto che gli scrittori greci descrivono in termini di pedaggi e doni.

Agricoltori e nomadi tra i Persiani
Racconto anticoErodoto elenca le tribù dei Persiani. Dice che Pasargadi, Marafi e Maspi erano le tribù preminenti, che Pantialei, Derusiei e Germani lavoravano la terra, e che Dai, Mardi, Dropici e Sagarzi erano nomadi. Secondo lui, dunque, i Mardi non erano stranieri, ma Persiani che vivevano di pastorizia.
Herodotus 1.125

Uno scalatore mardo a Sardi
Racconto anticoErodoto narra come Ciro conquistò la cittadella di Sardi. Un soldato mardo di nome Ireade vide un Lidio scendere da una rupe scoscesa e incustodita per recuperare un elmo caduto. Risalì per la stessa via, altri Persiani lo seguirono e la cittadella cadde. Il racconto lascia intendere che nell'esercito di Ciro militassero uomini cresciuti sui monti.
Herodotus 1.84

Gli Uxi e il prezzo del passaggio
Racconto anticoArriano racconta che, quando Alessandro marciò da Susa verso la Perside nel 331, gli Ussi delle colline pretesero il pagamento che avevano sempre ricevuto dai re persiani per il transito attraverso il passo. Alessandro invece li attaccò e impose loro un tributo annuo di cavalli, bestie da soma e pecore. Strabone, seguendo Nearco, cita i Mardi, gli Ussi, gli Elimei e i Cossei come popoli predoni che riscuotevano pagamenti dai re.
Arrian, Anabasis 3.17; Strabo 11.13.6

Briganti o soci del Re
ContesoGli scrittori greci presentano questi pagamenti come un modo con cui il Re comprava la tranquillità dai briganti, segno di debolezza. P. Briant ha sostenuto invece che si trattasse di scambi di doni che legavano i gruppi pastorali al Re e gli procuravano in cambio uomini, animali e strade sicure. Le tavolette della Fortificazione di Persepoli mostrano la Perside come una terra amministrata con cura, il che rende improbabile un Re impotente, ma nessun testo persiano superstite descrive chiaramente le tribù delle colline.
P. Briant, État et pasteurs au Moyen-Orient ancien, 1982; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Ciro figlio di un brigante mardo
Leggenda posterioreNicola di Damasco, che scriveva all'epoca di Augusto e attingeva probabilmente a Ctesia, narrava che il padre di Ciro fosse un Mardo di nome Atradate, che viveva di brigantaggio, e la madre una capraia. Questo racconto di un'ascesa dalla povertà contraddice il Cilindro di Ciro, dove Ciro si definisce figlio di Cambise e discendente dei re di Anshan.
Nicolaus of Damascus, FGrH 90 F66; Cyrus Cylinder

L'emblema accanto al nome
ContesoI predoni delle colline portano uno stambecco dalle grandi corna, la bestia dei bronzi del Luristan e della metallurgia achemenide. I predoni sono una drammatizzazione, e lo è anche il loro emblema: nessuna fonte nomina le loro tribù o i loro segni.
P. R. S. Moorey, Ancient Bronzes from Luristan, 1974
Fonti
- Herodotus 1.125
- Arrian, Anabasis 3.17
- Strabo 11.13.6
- P. Briant, État et pasteurs au Moyen-Orient ancien, 1982
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- Nicolaus of Damascus, FGrH 90 F66