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I Persiani

I Persiani

Il popolo dominante dell'impero achemenide, originario della Perside (Parsa), 559-479 a.C.

Nel gioco: Livello 1: La tomba del fondatore, Livello 2: Il Portalancia, Livello 3: La Menzogna, Livello 4: La Terrazza, Livello 5: La Carta, Livello 6: Il ponte di barche, Livello 7: Sardi brucia, Livello 8: La baia di Maratona, Livello 9: Il canale, Livello 10: Le Porte Calde, Livello 11: Il finale

I Persiani erano un popolo di lingua iranica della Perside, la regione montuosa nel sud-ovest dell'altopiano iranico che essi chiamavano Parsa e che oggi è la provincia di Fars. Sotto Ciro e i suoi successori passarono da un regno locale incentrato su Anshan al dominio di terre che andavano dall'Egeo all'Indo. Dario e Serse si definivano Persiani nelle loro iscrizioni e ponevano la Persia al primo posto fra le loro terre.

Nel gioco: Il gioco presenta i Persiani come il popolo stesso del Re, originario della Perside, o Parsa, in accordo con le iscrizioni reali. Storicamente condividevano quella patria con gli Elamiti e con lavoratori provenienti da molti popoli sudditi.

I Persiani: Da dove venivano i Persiani

Da dove venivano i Persiani

Conteso

Gruppi di lingua iranica si erano probabilmente stabiliti sugli altopiani del Fars entro l'inizio del I millennio, in mezzo a una più antica popolazione elamita attorno ad Anshan. Molti storici sostengono che l'identità persiana sia nata da questa lunga mescolanza, il che spiegherebbe perché la Perside mantenne l'elamita come lingua scritta dell'amministrazione. Il cilindro di Ciro chiama i suoi antenati re di Anshan discendenti di Teispe e non nomina mai Achemene, per cui è discusso anche se Ciro e Dario appartenessero alla stessa casata.

Cyrus Cylinder; W. Henkelman, The Other Gods Who Are, 2008

I Persiani: Un Persiano, figlio di un Persiano

Un Persiano, figlio di un Persiano

Nelle fonti

A Behistun Dario fece risalire la propria stirpe, attraverso Istaspe, fino ad Achemene, e dichiarò che per questo la sua casata era detta achemenide. Pose la Persia al primo posto nell'elenco delle terre su cui regnava. Sulla sua tomba a Naqsh-e Rostam si definì persiano, figlio di un persiano, ario di stirpe aria, e affermò che la lancia di un uomo persiano si era spinta lontano da casa.

DB §1-4, §6; DNa

I Persiani: Usanze persiane in Erodoto

Usanze persiane in Erodoto

Erodoto afferma che i Persiani erano divisi in tribù, la più nobile delle quali era quella dei Pasargadi, il cui clan degli Achemenidi dava i re, mentre altre tribù erano di contadini o di pastori. Racconta che dai cinque ai vent'anni ai ragazzi si insegnavano tre cose: cavalcare, tirare con l'arco e dire la verità. Aggiunge che sacrificavano sulle alture, senza statue né templi, sempre alla presenza di un mago.

Herodotus 1.125, 1.131-132, 1.136

I Persiani: I Persiani nelle tavolette di Persepoli

I Persiani nelle tavolette di Persepoli

Nelle fonti

Migliaia di tavolette d'argilla da Persepoli, per lo più in elamico e databili tra il 509 e il 493 circa, documentano l'amministrazione della Perside. Elencano razioni di grano, vino e birra per funzionari, viaggiatori e lavoratori, molti dei quali manodopera straniera detta kurtash. Registrano anche offerte ad Ahuramazda, a divinità elamiche come Humban e a monti e fiumi, testimonianza di una vita religiosa composita nella madrepatria.

Persepolis Fortification tablets; W. Henkelman, The Other Gods Who Are, 2008

I Persiani: Esenti dal tributo

Esenti dal tributo

Conteso

Erodoto afferma che la Perside, unica tra le terre del Re, non pagava tributo. Le tavolette delle Fortificazioni mostrano però prodotti raccolti nei magazzini reali e lavoro organizzato in tutta la Perside. Gli storici discutono se Erodoto intendesse soltanto il tributo in argento imposto alle satrapie, mentre i Persiani dovevano comunque beni e servizi, oppure se abbia offerto un ritratto idealizzato del popolo stesso del Re.

Herodotus 3.97; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

I Persiani: L'emblema accanto al nome

L'emblema accanto al nome

Nessuna bandiera di stoffa dei Persiani è sopravvissuta o viene descritta. Senofonte dice che lo stendardo del Re era un'aquila d'oro ad ali spiegate su una lancia, e l'emblema del gioco lo segue, con i merli a gradoni di Persepoli sull'orlo. Gli scrittori greci videro l'aquila nel IV secolo, quindi forse non mostra ciò che portava l'esercito di Dario un secolo prima.

Xenophon, Anabasis 1.10.12; Xenophon, Cyropaedia 7.1.4

Fonti

  • Herodotus, Histories 1.125-136, 3.97
  • Darius I, Behistun inscription (DB) and Naqsh-e Rostam inscription (DNa)
  • Cyrus Cylinder
  • Persepolis Fortification tablets
  • W. Henkelman, The Other Gods Who Are, 2008
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002