
Eretria
Città greca sull'isola di Eubea, saccheggiata da una spedizione persiana nel 490 a.C.
Nel gioco: Livello 8: La baia di Maratona
Eretria era una città marinara greca sulla costa sud-occidentale dell'Eubea, affacciata sulla terraferma al di là di uno stretto golfo. Nel 498 a.C. inviò cinque navi in aiuto della rivolta ionica contro la Persia. Nel 490 a.C. una flotta persiana al comando di Dati e di Artaferne, figlio del satrapo di Sardi, la cinse d'assedio, la prese a tradimento, ne incendiò i templi e deportò molti dei suoi abitanti presso il Re.
Nel gioco: La cronaca del gioco presenta Eretria come la città che inviò cinque navi agli Ioni e che fu tradita dopo sei giorni d'assedio nel 490 a.C. Segue Erodoto, l'unica fonte dettagliata su questi eventi.

Cinque navi per la rivolta ionia
Racconto anticoErodoto racconta che, quando Aristagora di Mileto cercò alleati, Atene inviò venti navi ed Eretria cinque triremi. Gli Eretriesi vennero, spiega, per ricambiare l'aiuto ricevuto da Mileto in un'antica guerra contro la vicina Calcide. Presero parte alla marcia su Sardi nel 498 a.C., quando la città e un tempio della dea Cibebe furono dati alle fiamme. Sulla via del ritorno i Greci furono sconfitti nei pressi di Efeso, e il generale eretriese Eualcide cadde in battaglia.
Herodotus 5.99, 5.102

Assedio e tradimento nel 490 a.C.
Racconto anticoErodoto racconta che la flotta persiana approdò a Tamine, Cheree ed Egilia, nel territorio di Eretria. Gli Eretriesi scelsero di difendere le mura anziché fuggire sui monti, mentre 4.000 coloni ateniesi inviati in loro aiuto riattraversarono il mare fino a Oropo. Dopo sei giorni di aspri combattimenti, il settimo due cittadini eminenti, Euforbo e Filagro, consegnarono la città ai Persiani a tradimento. I Persiani la saccheggiarono e ne incendiarono i templi per vendicare quelli bruciati a Sardi.
Herodotus 6.100-101

Prigionieri presso Susa e la rinascita della città
Racconto anticoErodoto narra che Dario aveva ordinato di ridurre in schiavitù gli Eretriesi e di condurglieli, ma al loro arrivo non fece loro alcun male. Li stanziò ad Arderica, in terra cissia, a circa 210 stadi da Susa e a 40 stadi da un pozzo che dava bitume, sale e olio, dove ai tempi di Erodoto conservavano ancora la loro lingua. Il sito non è stato identificato. Erodoto ricorda inoltre navi eretriesi all'Artemisio e a Salamina e truppe eretriesi a Platea.
Herodotus 6.119, 8.1, 8.46, 9.28

Il tempio di Apollo incendiato
Nelle fontiIntorno al 1900 archeologi greci portarono alla luce a Eretria il tempio di Apollo Dafneforo e le sculture tardo-arcaiche del suo frontone, tra cui un gruppo con Teseo che rapisce l'amazzone Antiope. La Scuola archeologica svizzera in Grecia, attiva a Eretria dal 1964, ha approfondito lo studio del santuario. Gli scavatori collegano di solito i detriti combusti e le sculture spezzate al saccheggio del 490 a.C. Questa datazione è un'inferenza tratta dai resti, non una testimonianza scritta.
Eretria excavation reports (Greek Archaeological Society; Swiss School of Archaeology in Greece)

Il racconto della rete in Platone
Leggenda posteriorePiù di un secolo dopo, Platone scrisse che i soldati di Dati, tenendosi per mano, spazzarono il territorio eretriese come una rete, così che nessuno sfuggì. Erodoto racconta questa «caccia con la rete» solo per le isole di Chio, Lesbo e Tenedo dopo la rivolta ionica, non per Eretria. La versione di Platone appare come un'immagine drammatica di conquista totale e non trova conferma nel racconto più antico.
Plato, Laws 698d; Plato, Menexenus 240b; Herodotus 6.31
Fonti
- Herodotus, Histories, books 5-6, 8-9
- Eretria excavation reports (Greek Archaeological Society; Swiss School of Archaeology in Greece)
- Plato, Laws; Menexenus
- Thucydides 1.15
- J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002