
Magnesia
Costa della penisola di Magnesia, in Tessaglia, dove la flotta di Serse incontrò una tempesta nel 480 a.C.
Nel gioco: Livello 10: Le Porte Calde
La Magnesia è la regione costiera collinosa della Tessaglia orientale, a est del golfo Pagaseo, che comprende il monte Pelio. Erodoto colloca sulla sua costa la grande tempesta che danneggiò la flotta di Serse nel 480 a.C., poco prima dei combattimenti all'Artemisio. La costa offriva scarso riparo a una flotta di quelle dimensioni.
Nel gioco: Il gioco nomina Magnesia solo nelle voci della Cronaca e nell'articolo dell'Enciclopedia sull'evento della tempesta, come la costa dove la flotta di Serse fu distrutta. Non è un livello e non ha una meccanica propria.

La costa e il suo ancoraggio
Racconto anticoErodoto racconta che la flotta gettò l'ancora sulla costa della Magnesia, tra la città di Casthanaea e il promontorio di Sepia. Aggiunge che la spiaggia era stretta, perciò le navi furono ormeggiate in otto file con le prue rivolte al mare, mentre le altre restavano alla fonda dietro di esse. Lo scarso riparo spiega perché la tempesta provocò danni così gravi.
Herodotus 7.183

La tempesta del 480 a.C.
Racconto anticoErodoto racconta che un violento vento da oriente, chiamato dagli abitanti del luogo Ellespontiaco, si abbatté sulla flotta e soffiò per tre giorni. Riferisce che i Magi sacrificarono ai venti, a Teti e alle Nereidi, e che il vento cadde il quarto giorno. Aggiunge che potrebbe essere cessato da solo. Egli è la principale fonte per la tempesta.
Herodotus 7.188-191

L'entità delle perdite
ContesoErodoto racconta che andarono perdute non meno di 400 navi da guerra, insieme a molti uomini e a molti beni. Gli storici dubitano delle sue cifre sulla consistenza delle flotte, perciò il totale è probabilmente troppo alto, anche se nessuno mette in dubbio che la perdita fu grave. Le vedette greche dell'Eubea, riferisce, diffusero la notizia del naufragio.
Herodotus 7.190-192

La seconda tempesta al largo dell'Eubea
Racconto anticoErodoto racconta di una seconda tempesta, al largo dei Recessi dell'Eubea, che distrusse la squadra persiana inviata a circumnavigare l'isola per tagliare la strada ai Greci. Egli afferma che un dio operò per avvicinare il numero dei Persiani a quello dei Greci. Nel suo racconto, dunque, le perdite ridussero il vantaggio persiano prima delle battaglie dell'Artemisio.
Herodotus 8.13

Il racconto ateniese di Borea
Leggenda posterioreErodoto riferisce che gli Ateniesi dissero di aver invocato Borea, il vento del nord, come parente acquisito per via di nozze, e che egli mandò la tempesta. Erodoto dice di non poter stabilire se questa fosse la causa della tempesta. Il racconto appartiene alla tradizione ateniese del soccorso divino e non è una prova di come la tempesta si sia generata.
Herodotus 7.189
Fonti
- Herodotus 7.183
- Herodotus 7.188-192
- Herodotus 8.13
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002