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Gran capo delle colline

Gran capo delle colline

Capo guerriero immaginario dei popoli delle colline dello Zagros e della Perside, 530-479 a.C. circa

Il Gran capo delle colline rappresenta gli uomini che guidavano i popoli montani della Perside e dello Zagros, come Mardi, Uxi e Cossei, quando si radunavano in forze. Nessuna fonte dell'epoca nomina un simile capo. Gli scrittori greci più tardi conoscevano questi popoli come predoni che controllavano i passi montani, e i loro rapporti con i re persiani lasciano pensare che il cuore dell'impero ospitasse ancora comunità dotate di una certa indipendenza.

Nel gioco: Il gioco lo presenta come un capo guerriero la cui riserva fa colpire con il 20% di forza in più i predoni entro 10 caselle, e la cui caduta spezza l'orda quando è a metà delle forze. È un'invenzione del gioco: nessuna fonte antica descrive un unico grande capo delle colline.

Gran capo delle colline: Tribù delle colline tra i Persiani

Tribù delle colline tra i Persiani

Erodoto elenca le tribù che componevano il popolo persiano. Tre, guidate dai Pasargadi, erano preminenti sulle altre; alcune coltivavano la terra; altre ancora, tra cui i Mardi e i Sagarzi, sono da lui definite nomadi. L'elenco suggerisce che i gruppi pastorali degli altipiani della Perside fossero considerati Persiani, pur vivendo in modo diverso dalla corte e dai villaggi agricoli delle valli.

Herodotus 1.125

Gran capo delle colline: Popoli che esigevano un prezzo per il passaggio

Popoli che esigevano un prezzo per il passaggio

Strabone, attingendo a Nearco, l'ammiraglio di Alessandro, nomina quattro popoli predoni delle montagne: i Mardi, gli Uxi, gli Elimei e i Cossei. Riferisce che i Cossei ricevevano doni dai re persiani quando la corte si spostava tra Ecbatana e Babilonia. Arriano racconta come gli Uxi delle montagne pretesero da Alessandro, nel 331, il pagamento per il passaggio che, a loro dire, i re persiani avevano sempre versato.

Strabo 11.13.6; Arrian, Anabasis 3.17

Gran capo delle colline: Capi senza nome

Capi senza nome

Conteso

I resoconti greci parlano di questi popoli come gruppi e ne nominano di rado i capi, e nulla ci è giunto, per il periodo 530-479 a.C., su come scegliessero chi li guidava in guerra. Gran parte degli storici ritiene che il comando fosse locale, per clan o per valle, ma non si sa fino a che punto un singolo capo potesse unirli. Un unico grande condottiero alla testa di un esercito unito è dunque una ricostruzione, non un fatto attestato dalle fonti.

P. Briant, État et pasteurs au Moyen-Orient ancien, 1982

Gran capo delle colline: Briganti o alleati del Re

Briganti o alleati del Re

Conteso

Gli scrittori greci presentano i pagamenti agli Uxi e ai Cossei come segno che i re non riuscivano a dominare le montagne. Pierre Briant sostiene invece che i doni facessero parte di un rapporto negoziato, in cui la generosità del Re legava a sé i popoli delle colline e garantiva la sicurezza delle strade. Gli storici dibattono ancora su quanto questi popoli fossero al di fuori del controllo regio e quanto vi fossero integrati.

P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Gran capo delle colline: Alessandro e la fine dell'indipendenza

Alessandro e la fine dell'indipendenza

Arriano e Diodoro affermano che Alessandro ruppe con la forza gli antichi accordi. Arriano racconta come nel 331 attaccò gli Ussi e impose loro un tributo in bestiame, ed entrambi descrivono la sua campagna invernale del 324-323 contro i Cossei. Sono i resoconti più completi sui popoli delle colline, ma furono scritti secoli dopo, attingendo a storie redatte dal campo di Alessandro.

Arrian, Anabasis 3.17; Arrian, Anabasis 7.15; Diodorus 17.111

Fonti

  • Herodotus 1.125
  • Strabo 11.13.6
  • Arrian, Anabasis 3.17 and 7.15
  • Diodorus 17.111
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
  • P. Briant, État et pasteurs au Moyen-Orient ancien, 1982