
Bazar
Mercati e scambio di beni nell'impero achemenide, VI-V secolo a.C.
La parola bazar deriva dal persiano bāzār, in medio persiano wāzār, ma i mercati coperti che oggi evoca appartengono a secoli molto più tardi. Sotto i primi re achemenidi le merci circolavano in due modi: attraverso i vivaci mercati di antiche città commerciali come Babilonia e Sardi, e attraverso le razioni distribuite dai magazzini reali nel cuore della Persia. Il modo in cui i due sistemi si integravano mostra come l'impero nutrisse la sua gente.
Nel gioco: Gli acquirenti prelevano le merci dai magazzini e un mercante le porta di casa in casa, servendo circa 15 abitazioni. Si tratta di una semplificazione: non si conoscono giri del genere, e in Perside molti lavoratori ricevevano razioni dai magazzini reali.

Ciro e l'agorà dei Greci
Racconto anticoErodoto racconta che, quando un araldo spartano intimò a Ciro di non nuocere alle città greche, Ciro disprezzò un popolo che riservava un luogo nel mezzo della città per riunirsi a ingannarsi a vicenda sotto giuramento. Erodoto spiega che i Persiani non facevano uso di mercati e non avevano una propria piazza del mercato. Il racconto è uno sguardo greco sui costumi persiani, messo a confronto con l'agorà greca.
Herodotus 1.153

I mercanti lidi e l'agorà di Sardi
Racconto anticoErodoto afferma che i Lidi furono il primo popolo conosciuto a coniare monete d'oro e d'argento e i primi a praticare il commercio al minuto, sebbene le più antiche monete lidie fossero in realtà di elettro. Descrive l'agorà di Sardi, attraversata dal Pattolo ricco d'oro. Lì si radunarono per difendersi i Lidi e i Persiani rimasti intrappolati, quando Ioni, Ateniesi ed Eretriesi incendiarono la città nel 498 a.C. Sotto il dominio persiano Sardi fu la sede del satrapo di Lidia.
Herodotus 1.94; Herodotus 5.101

Razioni dai magazzini reali
Nelle fontiLe tavolette delle Fortificazioni di Persepoli, redatte in elamita durante il regno di Dario, registrano orzo, vino, birra, farina, frutta e bestiame distribuiti dai magazzini reali a lavoratori, viaggiatori e funzionari. I lavoratori ricevevano razioni mensili graduate secondo rango, sesso ed età, invece di acquistare il cibo al mercato. Le successive tavolette del Tesoro mostrano alcuni salari pagati in parte in argento, computato in rapporto a quantità fisse di pecore o di vino.
R. T. Hallock, Persepolis Fortification Tablets, 1969; G. G. Cameron, Persepolis Treasury Tablets, 1948

Comprare e vendere in Babilonide
Nelle fontiGli archivi commerciali babilonesi raccontano una storia diversa. La famiglia Egibi di Babilonia comprava e vendeva datteri, orzo e case, prestava argento e dava in affitto proprietà. La più tarda ditta dei Murashu di Nippur gestiva terre e le concedeva in locazione in cambio di un canone in prodotti e argento. L'argento a peso fungeva da mezzo di scambio e i prezzi variavano con l'offerta: i mercati facevano dunque parte della vita quotidiana della provincia.
M. Jursa, Aspects of the Economic History of Babylonia in the First Millennium BC, 2010

Fin dove arrivavano i mercati
ContesoGli storici discutono ancora su quanta parte dell'economia dell'impero passasse per i mercati e quanta per la redistribuzione regia e templare. Alcuni sottolineano il sistema delle razioni di Persepoli e il controllo del Re sulle scorte. Altri richiamano le testimonianze babilonesi di mercati in cui si formavano i prezzi e il crescente uso dell'argento. Oggi i più ammettono che i due sistemi operassero fianco a fianco, in proporzioni diverse da regione a regione.
P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002; M. Jursa, Aspects of the Economic History of Babylonia in the First Millennium BC, 2010

La piazza libera di Senofonte
Leggenda posterioreSenofonte, scrivendo circa un secolo e mezzo dopo Ciro, descrive una Persia ideale in cui una piazza libera vicino al palazzo era tenuta sgombra da merci e mercanti, affinché il loro chiasso non disturbasse l'educazione dei giovani. La Ciropedia è un romanzo morale e politico, e questo ritratto della vita persiana è pensato per insegnare la virtù più che per documentare la realtà.
Xenophon, Cyropaedia 1.2.3
Fonti
- Herodotus 1.153
- R. T. Hallock, Persepolis Fortification Tablets, 1969
- M. Jursa, Aspects of the Economic History of Babylonia in the First Millennium BC, 2010
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- G. G. Cameron, Persepolis Treasury Tablets, 1948
- Xenophon, Cyropaedia 1.2.3