Enciclopedia › Ordini reali

Carta commerciale

Carta commerciale

Pedaggi, tributi e commercio regi nell'impero achemenide, 530-479 a.C. circa

Non si conosce alcun ordine achemenide chiamato carta commerciale. I re persiani attingevano beni da ogni terra attraverso tributi, requisizioni e pedaggi, e i mercanti si muovevano lungo strade, fiumi e rotte marittime che il potere regio manteneva aperti e tassava. Le testimonianze superstiti mostrano uno Stato che traeva profitto dal commercio più di quanto concedesse privilegi commerciali.

Nel gioco: Un ordine permanente nella pagina Tasse del registro costa argento ogni mese; in cambio la città paga meno le merci e viene pagata di più. Si tratta di una semplificazione di gioco. DSf registra materiali e lavoratori inviati a Susa, non privilegi commerciali.

Carta commerciale: Cosa elenca la Carta di Susa

Cosa elenca la Carta di Susa

Nelle fonti

La carta di fondazione di Dario per il suo palazzo di Susa elenca i materiali portati per costruirlo e i popoli che li portarono o li lavorarono. Tra questi figurano il cedro del Libano, l'oro di Sardi e della Battriana, i lapislazzuli e la corniola della Sogdiana e l'avorio di Kush, dell'India e dell'Aracosia. Ioni e Sardiani tagliarono la pietra e i Babilonesi fabbricarono i mattoni. Il testo celebra il potere del Re sui suoi sudditi e attesta la domanda reale, non il libero commercio.

DSf

Carta commerciale: Dazi doganali sulle navi in ingresso in Egitto

Dazi doganali sulle navi in ingresso in Egitto

Nelle fonti

A Elefantina si conserva un registro doganale aramaico proveniente dall'Egitto, cancellato e riutilizzato per la storia di Ahiqar. Datato al 475 a.C., undicesimo anno di Serse, registra navi ioniche e fenicie che entravano in Egitto, probabilmente in un porto presso una delle foci del Nilo. I funzionari prelevavano parte di ogni carico o somme fisse in oro e argento, e registravano ulteriori pagamenti per la casa del Re. È la prova più chiara che la corona tassava sistematicamente il commercio marittimo.

Elephantine customs account (TAD C3.7); A. Yardeni, BASOR 293, 1994

Carta commerciale: Un canale dal Nilo al mare

Un canale dal Nilo al mare

Nelle fonti

Le stele erette da Dario tra il Nilo e il Mar Rosso dichiarano che egli ordinò di scavare un canale e che poi le navi lo percorsero dall'Egitto alla Persia. Erodoto afferma che il faraone Necao lo aveva iniziato e Dario lo completò, sebbene Strabone e Diodoro sostenessero in seguito che Dario lo avesse lasciato incompiuto. L'opera collegava via mare l'Egitto al Golfo Persico. Serviva ai traffici e ai tributi del Re almeno quanto ai mercanti privati.

DZc; Herodotus 2.158

Carta commerciale: Dario il bottegaio

Dario il bottegaio

Erodoto racconta che i Persiani chiamavano Ciro padre, Cambise padrone e Dario bottegaio. Spiega che Dario si guadagnò questo nome fissando il tributo dovuto da ciascuna provincia e traendo profitto da ogni cosa. Il soprannome potrebbe essere tanto uno scherzo greco quanto persiano. Mostra come gli stranieri vedessero il meticoloso ordinamento delle entrate voluto da Dario.

Herodotus 3.89

Carta commerciale: Il Re favoriva il commercio?

Il Re favoriva il commercio?

Conteso

Archivi babilonesi come quello della famiglia Egibi mostrano mercanti impegnati in affari con argento, merci e riscossione delle imposte sotto Ciro, Cambise e Dario. Alcuni storici sostengono che la corona incoraggiasse gli scambi perché pedaggi e rendite in argento le tornavano utili. Altri sottolineano che il tributo e i pagamenti in natura, come si vede nelle tavolette di Persepoli, dominavano l'economia reale. Non si conosce alcun documento che concedesse diritti commerciali a una città o a un mercante.

P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002; M. Jursa, Aspects of the Economic History of Babylonia in the First Millennium BC, 2010

Fonti

  • DSf
  • Elephantine customs account (TAD C3.7); A. Yardeni, BASOR 293, 1994
  • Herodotus 2.158; 3.89
  • DZc
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
  • M. Jursa, Aspects of the Economic History of Babylonia in the First Millennium BC, 2010