
Palazzo di Dario
Palazzo e sala colonnata di Dario I a Susa, in Elam, iniziati verso il 520-518 a.C.
Nel gioco: Livello 5: La Carta
Il Palazzo di Dario era la residenza reale che Dario I costruì a Susa, l'antica città elamita divenuta una delle sedi principali dei re persiani. La sua carta di fondazione elenca le terre che ne fornirono i materiali e i popoli che vi lavorarono, così che l'edificio stesso proclamava che l'intero impero serviva il Re. Tra i suoi resti figurano un palazzo a corte, una grande sala colonnata e fregi di mattoni smaltati.
Nel gioco: Il gioco innalza il palazzo per fasi con i materiali della carta, con legname per ogni quarta parte. I lavori effettivi durarono molti anni. I suoi muri erano di mattoni crudi rivestiti di mattoni smaltati, e l'intervallo 519-515 a.C. del livello semplifica un inizio incerto.

Che cosa dice la carta di fondazione
Nelle fontiNella sua carta Dario afferma che la terra fu scavata fino a raggiungere la roccia viva, poi colmata di pietrame fino a 40 cubiti di profondità in un punto e 20 in un altro, e su di essa fu innalzato il palazzo. Il cedro veniva dal Libano, portato dagli Assiri fino a Babilonia e dai Cari e dagli Ioni fino a Susa. L'oro veniva da Sardi e dalla Battriana, il lapislazzuli e la corniola dalla Sogdiana, l'avorio da Kush, dal Sind e dall'Aracosia.
DSf

Gli operai di molte terre
Nelle fontiLa Carta elenca anche chi eseguì i lavori. I Babilonesi modellarono e cossero i mattoni, Ioni e Sardiani tagliarono la pietra, Sardiani ed Egizi lavorarono il legno, Medi ed Egizi lavorarono l'oro, e Medi ed Egizi decorarono le pareti. Un testo affine, DSz, noto soprattutto in elamita, ripete gran parte di questo elenco. La Carta presenta il palazzo come un'immagine dell'impero, a cui ogni popolo porta il proprio contributo.
DSf; DSz

Che cosa trovarono gli archeologi
Nelle fontiSquadre francesi scavano a Susa dagli anni Ottanta dell'Ottocento, quando Marcel Dieulafoy recuperò i fregi di mattoni smaltati con arcieri oggi al Louvre. I lavori di Jean Perrot negli anni Settanta del Novecento hanno chiarito la pianta di un palazzo residenziale in mattoni crudi, costruito attorno a cortili alla maniera babilonese, e di una sala di 36 colonne. Nel 1972, presso la porta del palazzo, fu trovata una statua di Dario scolpita in Egitto e iscritta in geroglifici e cuneiforme.
J. Perrot (ed.), The Palace of Darius at Susa, 2013

Quando fu costruito e che cosa mostra
ContesoLa Carta non reca alcuna data. Alcuni storici ne collocano l'inizio già intorno al 520 a.C., poco dopo le rivolte del 522-521 a.C., altri un po' più tardi. I re successivi modificarono il sito: Artaserse II afferma che la sala colonnata bruciò sotto Artaserse I e che lui la ricostruì. Gli studiosi discutono inoltre se gli arcieri in mattoni smaltati raffigurino una guardia reale, come le truppe che Erodoto chiama Immortali, o i Persiani in generale.
A2Sa; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Susa agli occhi dei Greci
Racconto anticoErodoto fa di Susa la residenza del Re e la sede dei suoi tesori. Fa descrivere ad Aristagora di Mileto la strada da Sardi a Susa, un viaggio che Erodoto calcola in circa tre mesi. Per gli scrittori greci Susa rappresentava la ricchezza e la lontananza della corte persiana, benché dicano poco del palazzo in sé.
Herodotus 5.49-54
Fonti
- DSf
- DSz
- J. Perrot (ed.), The Palace of Darius at Susa, 2013
- P. O. Harper, J. Aruz and F. Tallon (eds), The Royal City of Susa, 1992
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- Herodotus 5.49-54