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Il canale di Dario dal Nilo al Mar Rosso
Canale dal Nilo al Golfo di Suez, Egitto, sotto Dario I, 500 a.C. circa
Nel gioco: Livello 5: La Carta
Dario I fece scavare, o scavare di nuovo, un canale dal Nilo orientale attraverso il Wadi Tumilat fino al golfo di Suez, collegando il Nilo, e tramite esso il Mediterraneo, al Mar Rosso. Erodoto dice che il faraone Necao II lo aveva iniziato circa un secolo prima. Dario fece erigere lungo il suo corso stele iscritte in cui affermava che le navi lo percorrevano dall'Egitto alla Persia, un'affermazione della portata del potere del Re tanto quanto una testimonianza di ingegneria.
Nel gioco: Il gioco mostra il canale come un decreto reale del 515 a.C. circa che porta a termine l'opera di Neco, seguendo Erodoto. La data reale è incerta e potrebbe essere più tarda, e le stele attribuiscono il merito a Dario soltanto, senza nominare Neco.

Erodoto sul percorso del canale
Racconto anticoErodoto dice che il canale lasciava il Nilo poco sopra Bubasti, passava per la città araba di Patumo e giungeva fino al Mar Rosso. Ne indica la lunghezza in quattro giorni di navigazione e dice che era abbastanza largo da permettere a due triremi di essere remate affiancate. Attribuisce a Necho l'inizio dei lavori e a Dario lo scavo successivo. Lo menziona di nuovo quando descrive le coste dell'Asia.
Herodotus 2.158; Herodotus 4.39

L'oracolo che fermò Necho
Leggenda posterioreErodoto aggiunge che 120.000 Egizi morirono durante lo scavo di Necao. Dice che i lavori si fermarono quando un oracolo avvertì il re che stava faticando per il barbaro. La cifra dei morti non può essere verificata. L'avvertimento fu probabilmente modellato a posteriori, quando un re straniero aveva di fatto portato a termine il canale.
Herodotus 2.158

Le stele di Dario
Nelle fontiGrandi stele si ergevano lungo il tracciato del canale a Tell el-Maskhuta, presso il Serapeo, a Kabret e a Shaluf. Alcuni frammenti furono trovati nell'Ottocento, quando fu scavato il moderno canale di Suez. Una faccia recava testi in antico persiano, elamita e babilonese, e l'altra un testo egizio che mostrava Dario come faraone. Nel testo cuneiforme Dario dice che lui, un Persiano, prese l'Egitto e ordinò di scavare il canale, e che le navi andarono dall'Egitto alla Persia come egli desiderava.
DZc (Shaluf stele); G. Posener, La première domination perse en Égypte, 1936

Concluso o abbandonato
ContesoLe stele di Dario dicono che l'opera fu completata e che le navi vi passarono. Strabone e Diodoro, scrivendo secoli dopo, affermano invece che Dario si fermò prima del termine. Nel loro racconto fu avvertito che il Mar Rosso si trovava più in alto dell'Egitto e avrebbe inondato il paese, e fu un sovrano successivo a portare a termine il canale. La maggior parte degli storici si fida più delle stele che di questi autori tardi, anche se il canale probabilmente si insabbiò e dovette essere ripulito più volte.
Strabo 17.1.25; Diodorus 1.33; C. Tuplin, Darius' Suez Canal and Persian Imperialism, 1991

Data e scopo
ContesoNessun testo sopravvissuto data l'opera. Alcuni storici la collegano alla presenza di Dario in Egitto intorno al 518 a.C., mentre altri collocano le stele più tardi, verso il 500 a.C. o dopo. Erodoto racconta come Scilace navigò lungo l'Indo e poi fino in Egitto, dopodiché Dario si servì del mare meridionale. Gli storici discutono ancora se il canale vedesse un regolare traffico commerciale o proclamasse soprattutto il potere del Re dall'Egitto alla Persia.
Herodotus 4.44; C. Tuplin, Darius' Suez Canal and Persian Imperialism, 1991
Fonti
- Herodotus 2.158
- DZc (Shaluf stele of Darius)
- Herodotus 4.39
- Strabo 17.1.25
- G. Posener, La première domination perse en Égypte, 1936
- C. Tuplin, Darius' Suez Canal and Persian Imperialism, Achaemenid History 6, 1991