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Pelusio

Pelusio

Città fortezza sul ramo più orientale del Nilo, dove Cambise conquistò l'Egitto nel 525 a.C.

Nel gioco: Livello 2: Il Portalancia

Pelusio sorgeva alla foce del ramo più orientale del Nilo, il Pelusiaco, dove la strada da Gaza e dal Sinai raggiungeva il Delta. Qualsiasi esercito proveniente dall'Asia doveva passare di lì. Nel 525 a.C. Cambise sconfisse nei pressi l'esercito di Psammetico III, e quest'unica battaglia aprì l'Egitto al dominio persiano, che nella sua prima fase durò fino al 404 a.C. circa.

Nel gioco: Pelusio non è uno dei livelli del gioco. La cronaca la menziona come porta dell'Egitto, dove Cambise sbaragliò l'esercito di Psammetico III nel 525 a.C., e ricorda il racconto di Erodoto sui crani rimasti sul campo di battaglia.

Pelusio: la porta dell'Egitto ai margini del Delta

la porta dell'Egitto ai margini del Delta

Nelle fonti

Il sito si trova a Tell el-Farama, nel Sinai nord-occidentale, oggi a una certa distanza dal mare perché la costa e il ramo del fiume si sono spostati. Le rovine oggi visibili sono per lo più ellenistiche, romane e posteriori, sicché della città del 525 a.C. resta ben poco da vedere. I forti scavati altrove sul margine orientale del Delta, come Tell Defenneh, mostrano che i re saiti sorvegliavano da vicino questa frontiera.

Excavation reports, Tell el-Farama and Tell Defenneh

Pelusio: Attraversare il deserto per raggiungerlo

Attraversare il deserto per raggiungerlo

Erodoto racconta che Fane di Alicarnasso, uno dei mercenari greci di Amasi, disertò passando dalla parte di Cambise. Fane gli consigliò di chiedere al re degli Arabi un passaggio sicuro attraverso il deserto privo d'acqua. Secondo Erodoto, gli Arabi portarono l'acqua all'esercito in otri di pelle di cammello. Riferisce anche un racconto meno credibile di una condotta di cuoio che partiva da un fiume lontano.

Herodotus 3.4-9

Pelusio: La battaglia del 525 a.C.

La battaglia del 525 a.C.

Erodoto narra che Amasi era morto e che suo figlio Psammetico III attendeva con il suo esercito presso la bocca pelusiaca. Prima dello scontro i mercenari greci e cari uccisero i figli di Fane sotto gli occhi del padre e ne bevvero il sangue mescolato a vino e acqua. La battaglia fu aspramente combattuta, ma gli Egizi cedettero e fuggirono a Menfi, che Cambise poi assediò e conquistò.

Herodotus 3.10-13

Pelusio: I teschi e una versione alternativa

I teschi e una versione alternativa

Conteso

Erodoto afferma di aver visto le ossa dei caduti che giacevano ancora in due mucchi. Secondo il suo racconto, i crani dei Persiani erano così sottili che un sassolino poteva forarli, mentre quelli degli Egizi a stento si spezzavano con una pietra, perché gli Egizi si radevano il capo sotto il sole fin dall'infanzia. Gli storici considerano questa spiegazione una tradizione locale. Ctesia racconta la guerra in modo diverso: chiama il re egizio Amirteo e attribuisce la vittoria persiana al tradimento di un eunuco, Combafi.

Herodotus 3.12; Ctesias, Persica (via Photius)

Pelusio: Gatti davanti all'esercito

Gatti davanti all'esercito

Leggenda posteriore

Un racconto messo per iscritto più di sei secoli dopo narra che Cambise vinse a Pelusio schierando davanti alle sue truppe gatti e altri animali sacri agli Egizi. Secondo questo racconto, i soldati egizi non osarono scoccare frecce per timore di ferirli. Nessuna fonte più antica menziona la storia, che va letta piuttosto come un racconto morale sulla devozione egizia e sull'astuzia persiana.

Polyaenus, Stratagems 7.9

Fonti

  • Herodotus 3.1-16
  • Herodotus 2.30
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
  • Ctesias, Persica (via Photius)
  • Polyaenus, Stratagems 7.9
  • Excavation reports, Tell el-Farama