
Udjahorresnet
Comandante navale egizio, medico e sacerdote di Sais, VI secolo a.C.
Nel gioco: Livello 2: Il Portalancia, Livello 5: La Carta
Udjahorresnet era un funzionario egizio di Sais che comandò le navi degli ultimi re indigeni e servì poi Cambise e Dario. La sua statua iscritta è il resoconto egizio più completo della conquista persiana. Mostra come un re straniero potesse essere inserito nella regalità egizia e come le élite locali conservassero i loro templi e le loro carriere sotto i nuovi sovrani.
Nel gioco: La nota della cronaca del gioco gli attribuisce la composizione dei nomi regali egizi sia di Cambise sia di Dario. La sua statua lo rivendica solo per Cambise; per Dario ricorda il restauro della Casa della Vita a Sais.

Comandante delle navi reali
Nelle fontiLa sua statua afferma che comandò le navi da guerra reali sotto Amasi e Psammetico III, gli ultimi re della dinastia saitica. Ricoprì anche titoli sacerdotali a Sais, città d'origine della dinastia e sede della dea Neith. Quando Cambise conquistò l'Egitto nel 525 a.C., passò al servizio persiano conservando il suo rango.
Statue of Udjahorresnet, Vatican Museums

Medico e compositore della titolatura regale di Cambise
Nelle fontiCambise lo nominò medico capo e compagno del re. Udjahorresnet afferma di aver composto il nome di trono egizio di Cambise, Mesutira, che significa «progenie di Ra». Persuase il re a scacciare gli stranieri che si erano stabiliti nel tempio di Neith, a restituirgli le rendite e le feste, e a recarsi a Sais per venerare di persona la dea.
Statue of Udjahorresnet; M. Lichtheim, Ancient Egyptian Literature III, 1980

Il restauro della Casa della Vita per Dario
Nelle fontiIl testo dice che si trovava con Dario in Elam quando il re gli ordinò di tornare in Egitto. Il suo compito era restaurare la Casa della Vita, l'istituzione templare dove gli scribi copiavano i testi e si formavano i medici. Egli afferma di averle fornito personale e tutto ciò di cui aveva bisogno, perché Dario conosceva il valore dell'arte medica.
Statue of Udjahorresnet

Collaborazionista o protettore del suo popolo
ContesoErodoto ritrae Cambise come un re folle che uccise il toro Api e oltraggiò gli dèi egizi. La statua invece lo mostra mentre onora Neith, e una stele dell'Api ricorda un toro sepolto con onori reali durante il suo regno. Gli storici discutono ancora se Udjahorresnet fosse un collaborazionista interessato o un patriota che protesse la sua città. Sono divisi anche sul fatto che il grande sconvolgimento da lui descritto sia la conquista del 525 a.C. o i disordini del 522 a.C.
Herodotus 3.27-29; G. Posener, La première domination perse en Égypte, 1936; A. B. Lloyd, JEA 68, 1982

La statua e la tomba
Nelle fontiLa sua statua stante regge un piccolo tempietto ed è ricoperta dalla sua autobiografia. Fu probabilmente portata in Italia in epoca romana e si trova oggi nei Musei Vaticani. Archeologi cechi attivi ad Abusir, presso Menfi, hanno scavato una grande tomba a pozzo identificata come sua, pubblicandone i risultati nel 1999.
L. Bareš, The Shaft Tomb of Udjahorresnet at Abusir, 1999
Fonti
- Statue of Udjahorresnet, Vatican Museums
- A. B. Lloyd, The Inscription of Udjahorresnet: A Collaborator's Testament, Journal of Egyptian Archaeology 68, 1982
- G. Posener, La première domination perse en Égypte, 1936
- M. Lichtheim, Ancient Egyptian Literature III, 1980
- L. Bareš, The Shaft Tomb of Udjahorresnet at Abusir, 1999
- Herodotus 3.27-29