
Creso
Ultimo re mermnade di Lidia, regnò da Sardi dal 560 al 547 a.C. circa
Creso fu l'ultimo re di Lidia, e la ricchezza che traeva dall'oro del Pattolo divenne proverbiale tra i Greci. Dominò le città greche dell'Asia Minore occidentale finché Ciro non lo sconfisse e prese Sardi, probabilmente negli anni 40 del VI secolo. La caduta della Lidia diede alla Persia il primo punto d'appoggio sull'Egeo e portò i Greci della Ionia sotto il Re.
Nel gioco: La nota della cronaca del gioco presenta Creso come fa Erodoto, quale consigliere di Ciro rimandato in patria con Cambise. Quella sopravvivenza è un racconto di Erodoto; nessun testo persiano o babilonese lo nomina.

Re di Lidia e signore della Ionia
Racconto anticoErodoto racconta che Creso, figlio di Aliatte, fu il primo sovrano straniero a imporre un tributo ai Greci d'Asia, attaccando prima Efeso e poi le altre città ioniche ed eoliche. Strinse alleanze con Sparta, con Amasi d'Egitto e con Babilonia. Dopo che Ciro ebbe rovesciato Astiage, Creso varcò l'Halys e combatté una battaglia incerta a Pteria. Quando tornò in patria, Ciro lo inseguì e prese Sardi al quattordicesimo giorno d'assedio.
Herodotus 1.6, 1.26-28, 1.69, 1.76-84

Il suo nome a Efeso
Nelle fontiFrammenti di basi di colonna in marmo provenienti dal tempio arcaico di Artemide a Efeso recano una breve iscrizione, in parte integrata, che nomina il re Creso come dedicante. Oggi si trovano al British Museum. Confermano Erodoto, secondo cui Creso donò la maggior parte delle colonne del tempio. I suoi ricchi doni a Delfi sono noti soprattutto da Erodoto, il quale riferisce che alcuni furono danneggiati quando il tempio di Delfi bruciò.
Ephesus column-base inscriptions, British Museum; Herodotus 1.50-51, 1.92

Quando cadde Sardi e che ne fu di lui
ContesoLa data consueta del 547 o 546 si fonda sulla cronologia greca e sulla Cronaca di Nabonedo, secondo cui Ciro marciò contro un re nel nono anno di Nabonedo. Il nome di quel paese è lacunoso, e oggi molti studiosi dubitano che vi si legga Lidia. Gli scavi di Sardi hanno rivelato una distruzione violenta della metà del VI secolo con numerose punte di freccia, compatibile con un assedio persiano. Gli storici discutono anche se Creso sia davvero sopravvissuto alla caduta della città.
Nabonidus Chronicle (ABC 7); Sardis excavation reports

Il rogo, Solone e Apollo
Leggenda posterioreErodoto narra che Ciro pose Creso su una pira. Creso invocò Solone, che lo aveva ammonito che nessun uomo va detto felice prima della fine, e Apollo mandò la pioggia a spegnere il fuoco. Le date rendono assai improbabile un incontro con Solone. Nel poeta Bacchilide, che scriveva nel 468, Creso sale sulla pira di sua volontà e Apollo lo trasporta presso gli Iperborei.
Herodotus 1.29-33, 1.86-87; Bacchylides, Ode 3

Consigliere di Ciro e Cambise
Racconto anticoIn Erodoto, Creso consigliò a Ciro di distogliere i Lidi ribelli dalle armi e volgerli al commercio e alla musica anziché ridurli in schiavitù. Lo esortò anche ad attraversare l'Arasse contro i Massageti, una campagna che si concluse con la morte di Ciro. Ciro lo rimandò in Persia affidandolo a Cambise. Erodoto lo colloca poi in Egitto mentre rimprovera Cambise, che tentò di colpirlo con una freccia. Nulla è tramandato della sua morte.
Herodotus 1.155-156, 1.207-208, 3.14, 3.34-36
Fonti
- Herodotus, Histories 1.6-94, 1.153-156, 1.207-208, 3.14, 3.34-36
- Nabonidus Chronicle (ABC 7)
- Bacchylides, Ode 3
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- A. Kuhrt, The Persian Empire: A Corpus of Sources from the Achaemenid Period, 2007
- Archaeological Exploration of Sardis, excavation reports