Enciclopedia › Battaglie ed eventi

La sconfitta dei Geti

La sconfitta dei Geti

La conquista di Dario di un popolo trace durante la marcia verso l'Istro, circa 513 a.C.

Nel gioco: Livello 6: Il ponte di barche

Durante la marcia contro gli Sciti, intorno al 513 a.C., Dario attraversò la Tracia in direzione dell'Istro (il Danubio). Erodoto dice che la maggior parte dei popoli traci si arrese senza combattere, ma i Geti opposero resistenza e furono sottomessi. L'episodio è noto nei particolari solo da Erodoto, che lo usò per descrivere i Geti e la loro credenza di non morire.

Nel gioco: Il gioco mostra l'episodio come una battaglia e segue Erodoto: i soli Geti si oppongono al Re e vengono costretti a marciare con il suo esercito. Nessuna fonte persiana lo conferma.

La sconfitta dei Geti: La marcia attraverso la Tracia

La marcia attraverso la Tracia

Erodoto racconta che Dario attraversò il Bosforo su un ponte di barche e condusse l'esercito a nord attraverso la Tracia, mentre la flotta ionia entrava nel Mar Nero per gettare un ponte sull'Istro. Lungo il cammino si accampò presso le sorgenti del Teare e sul fiume Artesco. Erodoto riferisce che all'Artesco ogni soldato ricevette l'ordine di deporre una pietra, lasciandosi dietro grandi cumuli.

Herodotus 4.89-92

La sconfitta dei Geti: I Geti resistono e vengono sottomessi

I Geti resistono e vengono sottomessi

Erodoto dice che i Traci di Salmidesso e quelli che abitavano nell'entroterra di Apollonia e Mesambria si arresero senza combattere. I Geti, che egli definisce i più valorosi e i più giusti tra i Traci, scelsero di resistere e furono subito sopraffatti. Aggiunge che, una volta sconfitti, seguirono verso nord, in direzione dell'Istro, il resto dell'esercito di Dario.

Herodotus 4.93, 4.96

La sconfitta dei Geti: Un popolo che credeva di non morire

Un popolo che credeva di non morire

Erodoto spiega che i Geti ritenevano che i morti andassero da un dio chiamato Salmossi, o Zalmossi. Ogni quinto anno, secondo il suo computo, sceglievano a sorte un messaggero e lo mandavano al dio gettandolo sopra lance dritte. Dice anche che durante tuoni e fulmini scagliavano frecce contro il cielo, minacciando il dio, e non riconoscevano altro dio che il proprio.

Herodotus 4.94

La sconfitta dei Geti: Salmossi e Pitagora

Salmossi e Pitagora

Leggenda posteriore

Erodoto riferisce un racconto dei Greci dell'Ellesponto e del Mar Nero. Secondo questo racconto, Zalmoxis era stato schiavo di Pitagora a Samo, si era arricchito, era tornato in patria, aveva insegnato ai Traci che sarebbero vissuti per sempre e si era nascosto per 3 anni in una stanza sotterranea prima di riapparire. Erodoto dice di non respingere né di credere fino in fondo alla storia, e ritiene che Zalmoxis sia vissuto molto prima di Pitagora.

Herodotus 4.95-96

La sconfitta dei Geti: Il silenzio delle fonti persiane

Il silenzio delle fonti persiane

Conteso

Nessuna iscrizione persiana nomina i Geti. Elenchi regali successivi come DNa includono Skudra, di solito intesa come una terra della Tracia, ma gli storici non concordano sul fatto che Dario avesse instaurato un dominio duraturo così a nord. La data della campagna è incerta, di solito collocata tra il 514 a.C. e il 512 a.C. circa. Anche i suoi scopi sono discussi: alcuni storici la considerano una mossa per assicurarsi la Tracia e la costa del Mar Nero più che per conquistare la Scizia.

DNa; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Fonti

  • Herodotus 4.89-98
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
  • DNa
  • Z. Archibald, The Odrysian Kingdom of Thrace, 1998
  • M. Vasilev, The Policy of Darius and Xerxes towards Thrace and Macedonia, 2015