Enciclopedia › Battaglie ed eventi

La campagna scita di Dario
La marcia di Dario attraverso il Bosforo e l'Istro contro gli Sciti, circa 513 a.C.
Nel gioco: Livello 6: Il ponte di barche
Intorno al 513 a.C. Dario guidò un esercito fuori dall'Asia, oltre il Bosforo e l'Istro, fin nella steppa a nord del Mar Nero. Gli Sciti rifiutarono la battaglia e logorarono le sue forze, ed egli tornò senza una vittoria. La campagna lasciò comunque alla Persia un punto d'appoggio in Europa, in Tracia e lungo l'Ellesponto.
Nel gioco: Il livello dell'Istro è costruito attorno alla campagna: gli Sciti bruciano l'erba, riempiono i pozzi, mandano un uccello, un topo, una rana e cinque frecce, e non vogliono combattere. Il gioco attribuisce la Tracia a Dario; Erodoto ne assegna gran parte a Megabazo.

La marcia verso l'Istro
Racconto anticoErodoto racconta che Dario attraversò il Bosforo su un ponte di barche costruito da Mandrocle di Samo, mentre la flotta ionia risaliva il Mar Nero fino alla foce dell'Istro. Egli conta 700.000 uomini e 600 navi, cifre che gli storici moderni giudicano di gran lunga eccessive. Durante la marcia attraverso la Tracia i Geti opposero resistenza e furono sottomessi. All'Istro gli Ioni costruirono un ponte con le proprie navi, e l'esercito passò in terra scita.
Herodotus 4.83-98

Una guerra senza battaglia
Racconto anticoErodoto racconta che gli Sciti, tra i cui re c'era Idantirso, scelsero di non affrontare i Persiani in battaglia campale. Si ritirarono davanti all'esercito, interrarono pozzi e sorgenti, spogliarono i pascoli e tormentarono con i loro cavalieri i foraggiatori persiani. Quando Dario intimò a Idantirso di combattere o di sottomettersi, il re rispose che gli Sciti non avevano città né campi seminati da perdere e che avrebbero combattuto solo se fossero state toccate le tombe dei loro padri.
Herodotus 4.120-128

L'uccello, il topo, la rana e le frecce
Leggenda posterioreGli Sciti inviarono allora a Dario un uccello, un topo, una rana e cinque frecce. Nel racconto di Erodoto Dario le interpretò come l'offerta di terra e acqua, ma Gobria lo avvertì che, a meno che i Persiani non potessero volare come uccelli, nascondersi sottoterra come topi o balzare nei laghi come rane, non sarebbero mai tornati a casa. Erodoto mise per iscritto la storia circa 80 anni dopo. Ha la forma di un racconto a enigma, e nessuna fonte persiana la menziona.
Herodotus 4.131-132

Gli Ioni e il ponte
ContesoErodoto racconta che gli Ioni furono lasciati a guardia del ponte per sessanta giorni. Milziade di Atene, allora signore del Chersoneso, li esortò a distruggerlo e a lasciare il Re isolato, ma Istieo di Mileto sostenne che i tiranni dovevano il loro potere alla Persia. Gli Ioni smantellarono soltanto l'estremità settentrionale per ingannare gli Sciti e conservarono il passaggio per la ritirata. Molti storici dubitano del ruolo di Milziade, ritenendo che sia nato dal suo bisogno successivo di giustificare il proprio servizio alla Persia.
Herodotus 4.136-142

Scopi, percorso e risultati
ContesoErodoto presenta la campagna come una vendetta per un'antica incursione scita in Media, ma gli storici discutono ancora sui suoi scopi e sulla data esatta. Il suo racconto di una marcia oltre il Tanai è ampiamente messo in dubbio. Le iscrizioni di Dario non descrivono alcuna guerra simile, benché l'elenco di Naqsh-e Rostam nomini i Saka d'oltremare, forse gli Sciti d'Europa. Megabazo, lasciato in Europa con le truppe, proseguì sottomettendo gran parte della Tracia e della regione dell'Ellesponto.
Herodotus 4.1; 4.122-124; 4.143-144; 5.1-2; DNa
Fonti
- Herodotus, Histories 4.1; 4.83-144
- Herodotus, Histories 5.1-2
- DNa
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- A. Kuhrt, The Persian Empire: A Corpus of Sources from the Achaemenid Period, 2007