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I ponti di Serse sull'Ellesponto
Due ponti di barche da Abido all'Europa, costruiti per l'invasione della Grecia, 481-480 a.C.
Nel gioco: Livello 9: Il canale
Per condurre il suo esercito dall'Asia in Europa, Serse fece gettare sull'Ellesponto, presso Abido, due ponti di navi. Una tempesta distrusse la prima coppia, e una seconda coppia fece passare l'esercito nella primavera del 480 a.C. Erodoto li descrive con grande precisione, e per gli scrittori greci divennero il simbolo di un orgoglio regale che sfidava il mare stesso.
Nel gioco: Il gioco segue Erodoto: i ponti spezzati, la fustigazione e le decapitazioni, e 674 navi, che lui indica come 360 e 314 per due ponti distinti. Il gioco presenta la fustigazione come un fatto; è il racconto di Erodoto, non un documento persiano.

I primi ponti
Racconto anticoErodoto dice che l'opera andava da Abido, sulla riva asiatica, a un promontorio roccioso sul lato europeo tra Sesto e Madito, una traversata di 7 stadi, poco più di un chilometro. Furono costruiti due ponti. I Fenici realizzarono il primo con gomene di lino bianco, gli Egizi il secondo con gomene di papiro. Serse trascorse l'inverno a Sardi mentre i lavori proseguivano.
Herodotus 7.32-34; 7.37

La flagellazione del mare
Leggenda posterioreQuando una tempesta spezzò entrambi i ponti, Erodoto racconta che Serse ordinò di infliggere trecento frustate all'Ellesponto e di gettarvi dei ceppi. Aggiunge di aver sentito dire che furono mandati anche dei marchiatori. Ai flagellatori fu detto di chiamare l'acqua amara e di dire che aveva offeso un padrone che non le aveva fatto alcun torto. I sovrintendenti ai lavori furono decapitati. Il racconto si accorda con il ritratto che Erodoto dà di un re tracotante, e nessuna fonte persiana lo riporta.
Herodotus 7.35

I secondi ponti
Racconto anticoI nuovi ingegneri ormeggiarono 360 pentecontere e trireme per il ponte dal lato del Mar Nero e 314 per l'altro, tenute da pesanti ancore. Ora ogni ponte aveva due gomene di lino e quattro di papiro, tese da argani di legno a terra. Assi, frasche e terra battuta formavano il piano stradale, con schermi perché gli animali non vedessero l'acqua. Furono lasciati varchi per il passaggio delle piccole barche.
Herodotus 7.36

Quanto fidarsi del racconto
ContesoNessun testo persiano menziona i ponti, ma Eschilo, scrivendo nel 472 a.C., conferma che lo stretto fu attraversato da un ponte. Gli storici accettano la costruzione, dato che Dario aveva gettato un ponte sul Bosforo, ma discutono sui punti di approdo, sull'ancoraggio e sulla distanza tra le navi, e se 674 imbarcazioni sia una cifra corretta. Hammond e Roseman sostennero che il resoconto tecnico di Erodoto è coerente. Altri notano che le sue catene richiamano Eschilo, il cui fantasma di Dario condanna Serse per aver incatenato il sacro Ellesponto.
N. G. L. Hammond and L. J. Roseman, JHS 116, 1996; Aeschylus, Persians

La sorte delle gomene
Racconto anticoErodoto racconta che quando l'esercito di Serse tornò dopo Salamina, le tempeste avevano spezzato i ponti e le truppe attraversarono con le navi. Nel 479 a.C. la flotta greca salpò per l'Ellesponto e li trovò già distrutti. Gli Ateniesi assediarono allora Sesto, presero le gomene del ponte e le portarono in patria per dedicarle nei loro santuari.
Herodotus 8.117; 9.114; 9.121
Fonti
- Herodotus 7.32-37
- Herodotus 8.117; 9.114-121
- Aeschylus, Persians
- N. G. L. Hammond and L. J. Roseman, The Construction of Xerxes' Bridge over the Hellespont, Journal of Hellenic Studies 116, 1996
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002