
Abido
Città greca sulla sponda asiatica dell'Ellesponto, testa di ponte di Serse nel 480 a.C.
Nel gioco: Livello 9: Il canale
Abido era una città greca sulla sponda asiatica dell'Ellesponto, in uno dei punti più stretti dello stretto. Nel 480 a.C. gli ingegneri di Serse vi ancorarono l'estremità asiatica dei suoi due ponti di barche, e il Re passò in rassegna l'esercito e la flotta da un colle sopra la città prima di varcare lo stretto ed entrare in Europa.
Nel gioco: Il gioco indica Abido come il luogo in cui Serse gettò i ponti sull'Ellesponto. Ciò concorda con Erodoto, che colloca l'estremità asiatica dei ponti ad Abido e quella europea su un promontorio presso Sesto.

Una città milesia sullo stretto
Racconto anticoStrabone e Tucidide descrivono Abido come una colonia di Mileto, e Strabone aggiunge che fu il re lidio Gige a consentirne la fondazione. Sotto Dario era governata da un tiranno locale: Erodoto elenca Dafni di Abido tra i signori greci che custodivano il ponte del Re sull'Istro. Durante la rivolta ionia si unì all'insurrezione, ed Erodoto racconta che il generale persiano Daurise la riconquistò insieme ad altre città dell'Ellesponto.
Strabo, Geography 13.1.22; Thucydides, book 8; Herodotus 4.138; Herodotus 5.117

I ponti del 480 a.C.
Racconto anticoErodoto racconta che i ponti si stendevano da Abido a un promontorio roccioso sulla costa europea, tra Sesto e Madito, una traversata che egli stima in sette stadi. Una tempesta distrusse la prima coppia. I ponti ricostruiti poggiavano su file di navi, circa 360 in una e 314 nell'altra secondo il suo computo, legate con gomene di lino e di papiro, con sopra una carreggiata di assi e terra.
Herodotus 7.33-36

La rassegna del Re sopra la città
Racconto anticoErodoto racconta che gli abitanti di Abido avevano costruito su un colle un trono di pietra bianca, dal quale Serse osservò il suo esercito e una gara tra le sue navi. Si dice che, vedendo lo stretto gremito di imbarcazioni, abbia pianto per la brevità della vita umana, ed Erodoto riporta su questo tema un lungo dialogo tra Serse e suo zio Artabano. Il dialogo è un pezzo di bravura letteraria, da leggere piuttosto come una riflessione di Erodoto che come la testimonianza di parole realmente pronunciate.
Herodotus 7.44-52

La punizione dello stretto
ContesoErodoto racconta che dopo la tempesta Serse fece infliggere all'Ellesponto trecento frustate, vi fece gettare un paio di ceppi e fece decapitare i costruttori del ponte. Alcuni storici vi riconoscono un atto reale, forse un rito contro acque ostili, mentre altri vi vedono un racconto greco costruito per mostrare l'arroganza regale. Nessuna fonte persiana ne fa menzione.
Herodotus 7.35; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Ritirata e conseguenze
Racconto anticoDopo Salamina, racconta Erodoto, l'esercito giunse allo stretto e trovò i ponti distrutti dalle tempeste, così attraversò in nave fino ad Abido. Nel 479 a.C., dopo Micale, la flotta greca fece vela verso Abido per tagliare i ponti e scoprì che non c'erano più. Leotichida e i Peloponnesiaci tornarono allora in patria, mentre gli Ateniesi guidati da Santippo rimasero ad assediare Sesto, sulla sponda opposta.
Herodotus 8.117; Herodotus 9.114
Fonti
- Herodotus, Histories, book 7
- Herodotus 8.117; 9.114
- Strabo, Geography 13.1.22
- Thucydides, book 8
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002