
Euribiade
Comandante spartano della flotta alleata greca all'Artemisio e a Salamina, 480 a.C.
Euribiade, figlio di Euriclide, era lo spartano che detenne il comando supremo della flotta greca che combatté contro la marina di Serse nel 480 a.C. Sparta inviò solo poche navi, ma gli alleati rifiutarono di servire sotto un ateniese, e così il comando toccò a lui. Erodoto lo ritrae come un capo prudente spronato da Temistocle, e gli storici discutono ancora su quanto quel ritratto sia fedele.
Nel gioco: La cronaca del gioco indica Euribiade come lo spartano che comandò la flotta greca all'Artemisio e a Salamina, poiché gli alleati non avrebbero seguito alcun ateniese. Ciò concorda con Erodoto.

Scelto perché gli alleati non vollero Atene al comando
Racconto anticoErodoto afferma che gli alleati non avrebbero seguito un Ateniese e minacciarono di sciogliere la flotta, sicché gli Ateniesi cedettero. Secondo le sue cifre Sparta fornì appena dieci navi all'Artemisio contro le 127 ateniesi, e sedici a Salamina contro le 180 ateniesi. Aggiunge che Euribiade non era di sangue reale, e dunque non era uno dei due re di Sparta. La sua carica poggiava sul prestigio di Sparta come guida dell'alleanza, non sulla sua forza navale.
Herodotus 8.1-3, 8.42-44

L'Artemisio e l'argento degli Eubei
Racconto anticoErodoto racconta che gli Eubei, temendo di essere abbandonati, pagarono a Temistocle trenta talenti perché trattenesse la flotta all'Artemisio. Temistocle ne passò cinque a Euribiade e tre ad Adimanto di Corinto e tenne il resto per sé. La flotta rimase, combatté per tre giorni e si ritirò verso sud solo quando giunse la notizia che il passo delle Termopili era caduto. Alcuni storici ritengono che la storia della corruzione provenga da una tradizione ostile a Temistocle.
Herodotus 8.4-5, 8.15-18, 8.21

I consigli a Salamina
Racconto anticoQuando giunse la notizia che i Persiani avevano preso l'Acropoli di Atene, i comandanti alleati votarono per ripiegare sull'Istmo di Corinto. Erodoto racconta che Temistocle convinse Euribiade a riconvocare il consiglio. Lì sostenne che combattere nello stretto angusto favoriva i Greci e minacciò che gli Ateniesi sarebbero salpati per Siri, in Italia. Euribiade decise allora di restare e combattere a Salamina.
Herodotus 8.49, 8.56-64

Colpisci, ma ascolta
Leggenda posteriorePlutarco, che scrive quasi sei secoli dopo, racconta che durante la disputa Euribiade alzò il bastone per colpire Temistocle. Temistocle avrebbe risposto che poteva colpirlo, purché poi lo ascoltasse. Erodoto non riporta questo episodio. Si legge come un racconto morale sulla pazienza e sul buon consiglio, e probabilmente non è la cronaca di un fatto realmente accaduto.
Plutarch, Themistocles 11

Come giudicare il suo comando
ContesoErodoto racconta che dopo Salamina Euribiade si oppose all'idea di salpare per distruggere i ponti di Serse, perché un re in trappola avrebbe combattuto con più accanimento in Grecia. Gli Spartani in seguito gli conferirono una corona d'ulivo per il valore, e un'altra a Temistocle per la saggezza. Erodoto attinse probabilmente in larga misura a informatori ateniesi, e alcuni storici ritengono che costoro abbiano fatto apparire Euribiade più debole di quanto fosse. Le fonti persiane tacciono: nessuna iscrizione reale né tavoletta menziona lui o la sconfitta di Salamina.
Herodotus 8.108, 8.124; J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
Fonti
- Herodotus, Histories, book 8
- Plutarch, Themistocles
- J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
- C. Hignett, Xerxes' Invasion of Greece, 1963
- P. Green, The Greco-Persian Wars, 1996