
Fante di marina fenicio
Combattente delle navi fenicie nella flotta del Re, 525-479 a.C. circa
Nel gioco: Livello 7: Sardi brucia
Le città fenicie della costa levantina, soprattutto Sidone e Tiro, fornirono le squadre navali più numerose e migliori della flotta persiana a partire dal regno di Cambise. Erodoto descrive i combattenti fenici del 480 a.C. armati di elmi di foggia greca, corazze di lino, scudi senza bordo e giavellotti, e i re persiani fecero affidamento su queste navi a Lade, a Salamina e in molte campagne minori.
Nel gioco: Le armi rappresentate nel gioco seguono fedelmente Erodoto 7.89. Usare questi uomini come unità di terra dell'esercito è una semplificazione: combattevano soprattutto dalle navi, ed Erodoto riferisce che anche Persiani, Medi e Saka servivano a bordo come fanti di marina.

Armi descritte da Erodoto
Racconto anticoNel suo elenco della flotta di Serse, Erodoto dice che i Fenici, insieme ai Siri di Palestina, fornirono 300 navi, una cifra che, come il totale della flotta da lui indicato, potrebbe essere gonfiata. I loro uomini portavano elmi fatti più o meno come quelli greci e corazze di lino, e avevano scudi senza bordo e giavellotti. Una leggera armatura di lino si addiceva probabilmente a uomini che dovevano muoversi su un ponte affollato e potevano finire in acqua.
Herodotus 7.89

Chi combatteva sul ponte
Racconto anticoErodoto racconta che su ogni nave della flotta, oltre all'equipaggio e ai combattenti indigeni, servivano fanti di marina persiani, medi e saka. Quando calcola il totale dell'esercito, conta trenta di questi uomini per ciascuna nave. Una galea fenicia entrava dunque in azione con una compagnia mista: lanciatori di giavellotto fenici accanto ad arcieri e lancieri iranici.
Herodotus 7.96; Herodotus 7.184

Le città fenicie e i loro re
Racconto anticoErodoto nomina i re che guidavano i contingenti fenici nel 480 a.C., tra cui Tetramnesto di Sidone, Matten di Tiro e Merbalo di Arado. I Sidoni vinsero la gara navale che Serse indisse ad Abido, ed egli scelse per sé una nave sidonia. In precedenza, racconta Erodoto, i Fenici si erano rifiutati di obbedire all'ordine di Cambise di salpare contro Cartagine, loro colonia, ed egli non li costrinse.
Herodotus 7.98; Herodotus 7.44; Herodotus 7.100; Herodotus 3.19

Le colpe dopo Salamina
ContesoErodoto racconta che dopo Salamina alcuni Fenici attribuirono la sconfitta agli Ioni. Serse aveva appena visto una nave di Samotracia schierata dalla sua parte speronarne una ateniese, e fece decapitare gli accusatori. Prima di Micale le squadre fenicie furono congedate. Non sopravvive alcun resoconto fenicio di queste guerre, perciò la storia si fonda soltanto sulla versione greca. Gli storici discutono se la flotta fenicia sia stata duramente sconfitta o sia stata per lo più ritirata.
Herodotus 8.90; Herodotus 9.96; H. T. Wallinga, Xerxes' Greek Adventure, 2005
Fonti
- Herodotus, Histories, books 3, 7, 8 and 9
- H. T. Wallinga, Xerxes' Greek Adventure: The Naval Perspective, 2005
- H. T. Wallinga, Ships and Sea-Power before the Great Persian War, 1993
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- J. S. Morrison, J. F. Coates and N. B. Rankov, The Athenian Trireme, 2000