
Forte di Mardonio
Roccaforte persiana in legno presso il fiume Asopo in Beozia, 479 a.C.
Nel gioco: Livello 11: Il finale
Prima della battaglia di Platea, il comandante persiano Mardonio fece costruire nel territorio tebano, presso l'Asopo, un forte quadrato di legno come rifugio per il suo esercito. Erodoto dice che misurava circa dieci stadi per lato. Caduto Mardonio, le sue truppe sconfitte vi si rifugiarono, e l'espugnazione del forte da parte dei Greci pose fine all'ultima campagna terrestre persiana nella Grecia continentale.
Nel gioco: Il gioco lo colloca entro quattro caselle dall'Asopo e lo costruisce con orzo, legname e calcare. Erodoto menziona solo un muro di legno, eretto nel 479 a.C.; il terrapieno, il fossato, le torri e le porte di calcare sono una ricostruzione del gioco.

Un muro di legno in terra tebana
Racconto anticoErodoto racconta che nel 479 a.C. Mardonio si ritirò dall'Attica in Beozia e si accampò lungo l'Asopo, da Eritre oltre Isie fino al territorio di Platea. Fece abbattere gli alberi della zona per costruire un muro di legno, sebbene i Tebani fossero suoi alleati. Il forte doveva servire da rifugio se la battaglia fosse andata male. Erodoto gli attribuisce circa dieci stadi per lato, all'incirca 1,8 chilometri.
Herodotus 9.15

Dove sorgeva e quanto era grande
ContesoDel forte non è stata trovata traccia e nessun testo persiano lo menziona, perciò la sua esatta posizione a nord dell'Asopo è ancora discussa. Un quadrato di dieci stadi non avrebbe potuto contenere i 300.000 uomini che Erodoto attribuisce a Mardonio, cifra che la maggior parte degli storici ritiene molto esagerata. Molti studiosi vedono quindi nel forte una base presidiata per bagagli, rifornimenti e una guarnigione, più che un accampamento per l'intero esercito.
J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993; P. Green, The Greco-Persian Wars, 1996

L'assalto al forte
Racconto anticoDopo l'uccisione di Mardonio, racconta Erodoto, i Persiani ripiegarono di corsa verso il muro di legno e lo difesero contro gli Spartani, poco esperti nell'assalto alle mura. Quando sopraggiunsero gli Ateniesi, questi aprirono una breccia, i Tegeati entrarono per primi e ne seguì una strage. Erodoto sostiene che sopravvissero meno di 3.000 uomini, oltre ai 40.000 condotti via da Artabazo, cifre che gli storici moderni trattano con cautela.
Herodotus 9.65; Herodotus 9.66; Herodotus 9.70

Il bottino dell'accampamento
Racconto anticoErodoto descrive vasi d'oro e d'argento, tende sontuose e arredi presi dal campo persiano. I Tegeati portarono via una mangiatoia di bronzo dei cavalli di Mardonio e la dedicarono ad Atena Alea. Pausania fece raccogliere il bottino dagli iloti, e una decima fu messa da parte per gli dèi a Delfi, a Olimpia e all'Istmo.
Herodotus 9.70; Herodotus 9.80-81

Due cene nella tenda di Mardonio
Leggenda posterioreErodoto racconta che Pausania, trovata la tenda che Serse aveva lasciato a Mardonio, ordinò ai cuochi persiani di preparare un banchetto regale e ai propri servi un semplice pasto spartano accanto a esso. Poi rise della follia di un uomo che viveva con tanto lusso e tuttavia era venuto a sottrarre ai Greci il loro misero cibo. Il racconto è costruito come una favola morale sulla ricchezza e sulla semplicità.
Herodotus 9.82
Fonti
- Herodotus, Histories, book 9
- J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
- P. Green, The Greco-Persian Wars, 1996
- Diodorus, Library 11
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002