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L'incendio di Sardi
Incursione ionica e ateniese contro la capitale satrapale lidia, 498 a.C.
Nel gioco: Livello 7: Sardi brucia
Nel 498 un esercito di Ioni ribelli, con alleati ateniesi ed eretriesi, marciò verso l'interno e prese la città bassa di Sardi, sede del satrapo Artaferne. L'incendio si propagò per l'abitato e distrusse il tempio della dea Cibebe. Erodoto considera quell'incursione la causa delle guerre persiane contro Atene ed Eretria.
Nel gioco: Il gioco mostra gli Ioni che prendono Sardi tranne la cittadella, e l'incendio che si propaga attraverso i tetti di canne e il tempio di Cibebe. Il giuramento di vendetta di Dario deriva da un racconto di Erodoto, non da alcun documento persiano.

La marcia da Efeso
Racconto anticoErodoto dice che Aristagora di Mileto ottenne per la rivolta 20 navi ateniesi e che Eretria ne mandò altre 5. L'esercito navigò fino a Efeso, lasciò le navi a Coresso e marciò risalendo la valle del Caistro e oltrepassando il monte Tmolo con guide efesine. Presero Sardi senza combattere, ma il satrapo Artaferne tenne la cittadella con una forza considerevole.
Herodotus 5.97-100

Il fuoco e il tempio di Cibebe
Racconto anticoErodoto dice che la maggior parte delle case era di canne, oppure di mattoni con tetti di canne, così quando un soldato diede fuoco a una casa le fiamme corsero per tutta la città. I Lidi e i Persiani rimasti intrappolati si radunarono nella piazza del mercato presso il Pattolo e resistettero, mentre i Greci si ritirarono sul Tmolo. Bruciò anche il tempio di Cibebe, la dea madre locale. Le truppe persiane raggiunsero poi l'esercito in ritirata nei pressi di Efeso e lo sconfissero.
Herodotus 5.101-102

Ciò che rivelano gli scavi
Nelle fontiGli scavatori di Sardi hanno trovato case lidie di mattoni crudi e pietrame vicino al Pattolo, e una raffineria d'oro del VI secolo a.C. accanto a un altare probabilmente sacro a Cibebe. Un denso strato di distruzione segna la conquista della città da parte di Ciro intorno al 547 a.C. Nessuno strato è stato legato con certezza all'incendio del 498 a.C., e il tempio di Cibebe stesso non è stato trovato.
G. M. A. Hanfmann, Sardis from Prehistoric to Roman Times, 1983; A. Ramage and P. Craddock, King Croesus' Gold, 2000

Ribelli o predoni stranieri
ContesoNessun testo persiano menziona l'incursione, e il racconto poggia quasi interamente su Erodoto. Egli dice che gli ambasciatori ateniesi avevano dato terra e acqua ad Artaferne, intorno al 507 a.C. secondo la datazione moderna. Agli occhi dei Persiani Atene potrebbe dunque essere stata una città suddita in rivolta, più che una potenza straniera. Anche i numeri sono incerti: gli equipaggi di venticinque navi e gli Ioni insieme erano forse qualche migliaio di uomini, e nessuna fonte conta la guarnigione.
Herodotus 5.73; P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002

Vendetta per i templi
Racconto anticoErodoto racconta che in seguito i Persiani indicarono il tempio bruciato di Cibebe come motivo per l'incendio dei templi della Grecia. Quando Dati prese Eretria nel 490, i suoi uomini bruciarono i santuari in cambio di quelli di Sardi. Erodoto costruisce l'intera guerra come una catena di rappresaglie, una cornice che può semplificare i più ampi obiettivi del Re in occidente.
Herodotus 5.102; Herodotus 6.101

Dario e la freccia
Leggenda posterioreErodoto racconta che Dario, saputo che gli Ateniesi avevano contribuito a incendiare Sardi, chiese chi fossero, scoccò una freccia verso il cielo e pregò Zeus di concedergli vendetta. Ordinò poi a un servo di dirgli tre volte a ogni pranzo di ricordarsi degli Ateniesi. Il racconto è plasmato per un pubblico greco: un re persiano avrebbe pregato Auramazda, e la scena prepara le guerre a venire.
Herodotus 5.105
Fonti
- Herodotus 5.97-105
- Herodotus 6.101
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
- O. Murray, The Ionian Revolt, Cambridge Ancient History IV, 1988
- G. M. A. Hanfmann, Sardis from Prehistoric to Roman Times, 1983
- A. Ramage and P. Craddock, King Croesus' Gold, 2000