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La caduta di Eretria

La caduta di Eretria

Assedio e presa persiana della città euboica di Eretria, 490 a.C.

Nel gioco: Livello 8: La baia di Maratona

Nel 490 a.C. la flotta di Dati e Artaferne assediò Eretria, in Eubea, una delle due città greche che avevano aiutato gli Ioni a incendiare Sardi. Dopo sei giorni di combattimenti, due cittadini di spicco tradirono la città il settimo. Erodoto racconta che i Persiani bruciarono i suoi santuari e deportarono la popolazione a Susa, poi passarono a Maratona, dove la spedizione fu sconfitta.

Nel gioco: Il gioco segue Erodoto: sei giorni di difesa, il tradimento al settimo, templi bruciati in vendetta per Sardi. Questo è solo il racconto greco; nessun documento persiano noto menziona l'assedio.

La caduta di Eretria: Perché Eretria era un bersaglio

Perché Eretria era un bersaglio

Erodoto racconta che Eretria inviò cinque triremi in aiuto della rivolta ionica nel 498 a.C., ripagando un antico debito verso Mileto. I suoi uomini marciarono nell'entroterra con gli Ateniesi e presero parte all'incendio di Sardi, in cui fu distrutto un tempio della dea Cibebe. Riferisce inoltre che Dario ordinò più tardi a Dati e Artaferne di ridurre in schiavitù Atene ed Eretria e di portare i prigionieri al suo cospetto.

Herodotus 5.99-102; 6.94

La caduta di Eretria: Sei giorni sulle mura

Sei giorni sulle mura

Erodoto racconta che Atene inviò in aiuto i 4.000 coloni che teneva a Calcide. Gli Eretriesi, però, erano divisi e, su consiglio di Eschine figlio di Noto, gli Ateniesi si ritirarono a Oropo. I Persiani sbarcarono vicino a Tamine, Cherea ed Egilia. Gli Eretriesi scelsero di difendere le mura anziché combattere in campo aperto e, il settimo giorno, Eufòrbo e Filagro tradirono la città consegnandola ai Persiani.

Herodotus 6.100-101

La caduta di Eretria: Santuari bruciati, popolazioni deportate

Santuari bruciati, popolazioni deportate

Secondo Erodoto i Persiani saccheggiarono e incendiarono i santuari per vendicare quelli bruciati a Sardi, e ridussero in schiavitù gli abitanti come Dario aveva ordinato. Aggiunge che i prigionieri furono condotti a Susa e che Dario non fece loro alcun male. Li stabilì ad Ardericca, nella terra cissia, a circa 40 stadi da un pozzo che dava bitume, sale e olio. Erodoto dice che ai suoi tempi parlavano ancora la loro lingua.

Herodotus 6.101; 6.119

La caduta di Eretria: La rete umana

La rete umana

Leggenda posteriore

Platone, scrivendo più di un secolo dopo, racconta che i soldati di Dati si presero per mano e attraversarono il territorio di Eretria come una rete, così che nessuno sfuggì. L'immagine compare in due dei suoi dialoghi e si adatta al suo tema della potenza persiana. Erodoto racconta lo stesso metodo della rete nella presa persiana di Chio, Lesbo e Tenedo dopo Lade. Per questo alcuni storici vi vedono un racconto topico più che una testimonianza su Eretria.

Plato, Laws 698d; Plato, Menexenus 240b; Herodotus 6.31

La caduta di Eretria: Che cosa mostra il terreno

Che cosa mostra il terreno

Conteso

Strabone dice che i Persiani rasero al suolo l'antica Eretria e che la città successiva fu fondata in seguito. Gli scavi svizzeri mostrano che la città classica sorgeva sul sito di quella arcaica, e la distruzione dell'antico tempio di Apollo Dafneforo viene spesso datata al 490 a.C. Alcuni studiosi pensano che l'antica Eretria di Strabone fosse un insediamento precedente. Quanto fosse completa la deportazione è oggetto di discussione, dato che Eretria inviò navi all'Artemisio e a Salamina nel 480 a.C.

Strabo, Geography 10.1.10; Herodotus 8.1; 8.46; P. Ducrey et al., Eretria: A Guide to the Ancient City, 2004

Fonti

  • Herodotus, Histories 5.99-102; 6.94-119
  • Plato, Laws; Menexenus
  • Strabo, Geography 10.1.10
  • P. Ducrey et al., Eretria: A Guide to the Ancient City, 2004
  • J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002