Enciclopedia › Battaglie ed eventi

La battaglia di Platea
Vittoria dei Greci sull'esercito di Mardonio presso Platea, in Beozia, 479 a.C.
Nel gioco: Livello 11: Il finale
La battaglia di Platea, combattuta in Beozia nell'estate del 479 a.C., pose fine all'invasione della Grecia da parte di Serse. Un esercito greco al comando del reggente spartano Pausania sconfisse le forze che Mardonio aveva lasciato in Grecia dopo Salamina, e Mardonio morì nello scontro. La Persia non inviò mai più un esercito nella Grecia continentale.
Nel gioco: Il livello di Platea ruota attorno a questa battaglia: giorni di scaramucce, la contaminazione di Gargafia, l'attacco di Mardonio, la sua morte e la presa del suo forte. La Cronaca segue Erodoto ma omette la sua stima di 50.000 alleati greci dei Persiani.

Mardonio in Beozia
Racconto anticoErodoto racconta che Mardonio svernò in Tessaglia, riprese Atene nel 479 a.C., poi si ritirò in Beozia, dove il terreno aperto era adatto alla sua cavalleria, e costruì un forte di legno presso l'Asopo. I Greci si accamparono sulle pendici del Citerone. I suoi cavalieri li tormentarono per giorni, e il loro comandante Masistio fu ucciso in uno scontro. Poi tagliarono i convogli di rifornimenti greci nei passi e infine inquinarono la sorgente di Gargafia.
Herodotus 8.113; 9.1-3, 9.13-25, 9.39, 9.49-50

Il ritiro e la battaglia
Racconto anticoA corto d'acqua, i Greci tentarono di spostarsi di notte su un terreno nuovo più vicino a Platea, ed Erodoto descrive la manovra come confusa. All'alba Mardonio attaccò gli Spartani e i Tegeati. I Persiani combatterono al riparo di un muro di scudi di vimini, e quando lo spartano Arimnesto uccise Mardonio i suoi uomini cedettero. Gli Ateniesi batterono i Beoti, e i Greci presero d'assalto il forte.
Herodotus 9.51-70

Numeri, perdite e marcia notturna
ContesoErodoto indica 110.000 Greci, 300.000 per l'esercito del Re e forse 50.000 alleati greci dei Persiani. Gli storici accettano in genere le sue cifre greche, ma stimano la forza di Mardonio in circa 60.000-120.000 uomini. La sua affermazione che sopravvissero appena 3.000 uomini, oltre ai 40.000 condotti via da Artabazo, non è credibile, e i suoi 159 morti greci sembrano troppo pochi. Gli storici discutono anche se il movimento notturno fosse pianificato o una quasi rotta.
Herodotus 9.28-32, 9.66, 9.70; J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993

La Colonna serpentina e il silenzio persiano
Nelle fontiErodoto racconta che i Greci destinarono la decima del bottino a un tripode d'oro a Delfi, posato su una colonna di bronzo formata da 3 serpenti attorcigliati. Il fusto di bronzo si è conservato, reca incisi sulle spire i nomi di 31 stati greci che presero parte alla guerra, e oggi si trova nell'Ippodromo di Istanbul. Nessuna iscrizione o tavoletta persiana menziona la battaglia, che è dunque nota quasi solo dalla parte greca.
Herodotus 9.81; Thucydides 1.132; R. Meiggs and D. Lewis, A Selection of Greek Historical Inscriptions, 1969, no. 27

Il giuramento di Platea
Leggenda posterioreL'oratore ateniese Licurgo nel IV secolo, e molto più tardi Diodoro, citarono un giuramento che i Greci avrebbero prestato prima della battaglia, promettendo di combattere fino alla morte e di lasciare in rovina, a memoria, i templi bruciati dai Persiani. Una versione senza la clausola sui templi è incisa su una stele del IV secolo proveniente da Acarne. Teopompo già la definiva un'invenzione ateniese, e gli storici discutono ancora se vi sia qualcosa di autentico.
Lycurgus, Against Leocrates 81; Diodorus 11.29; Theopompus, FGrHist 115 F 153
Fonti
- Herodotus 9.1-89
- Plutarch, Aristides
- R. Meiggs and D. Lewis, A Selection of Greek Historical Inscriptions, 1969
- J. F. Lazenby, The Defence of Greece 490-479 BC, 1993
- P. Green, The Greco-Persian Wars, 1996
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002