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L'assedio di Nasso

L'assedio di Nasso

Fallito attacco persiano e milesio all'isola di Nasso, 499 a.C.

Nel gioco: Livello 7: Sardi brucia

Verso il 500 a.C. Aristagora, reggente di Mileto, convinse il satrapo Artaferne a inviare una flotta reale per reinsediare gli aristocratici nassi in esilio. L'assedio, di solito datato al 499 a.C., durò quattro mesi e fallì. Erodoto ne fa la causa immediata della rivolta ionica: Aristagora, incapace di mantenere le sue promesse, si volse contro il Re.

Nel gioco: La Cronaca riferisce il fallito assedio di quattro mesi e la paura e i debiti di Aristagora, seguendo Erodoto 5.30-35. Indica come causa della rivolta il suo timore personale, che è l'opinione di Erodoto; gli storici considerano anche i più ampi motivi di malcontento degli Ioni.

L'assedio di Nasso: Gli esuli e l'offerta

Gli esuli e l'offerta

Erodoto racconta che i ricchi Nassi, cacciati dal popolo, giunsero a Mileto in cerca di aiuto. Aristagora, che governava la città per conto di Istieo, trattenuto alla corte del Re, vide un'occasione di potere. Disse ad Artaferne a Sardi che Nasso era ricca e che conquistarla avrebbe aperto al Re Paro, Andro, le altre Cicladi e perfino l'Eubea. Si offrì di sostenere di persona le spese dell'esercito.

Herodotus 5.30-31

L'assedio di Nasso: La flotta del Re al comando di Megabate

La flotta del Re al comando di Megabate

Artaferne promise 200 navi non appena Dario ebbe dato il suo assenso, e ne affidò il comando a Megabate, un parente achemenide di entrambi. La flotta salpò come se fosse diretta all'Ellesponto e attese a Caucasa, a Chio, un vento di tramontana. Lì Megabate punì Scilace, capitano di una nave di Miunda, facendolo legare attraverso un foro dei remi. Aristagora lo liberò, e i due comandanti litigarono apertamente.

Herodotus 5.32-33

L'assedio di Nasso: Quattro mesi davanti alle mura

Quattro mesi davanti alle mura

Avvertiti in tempo, i Nassi portarono i propri beni dentro le mura e fecero scorta di cibo e acqua. Erodoto dice che gli assedianti rimasero accampati fuori per quattro mesi, finché le loro risorse non si esaurirono, avendo anche Aristagora speso molto. Costruirono sull'isola dei forti per gli esuli e tornarono in Asia per mare senza nulla ottenuto. Nasso cadde in mano ai Persiani soltanto nel 490 a.C., quando Dati bruciò la città.

Herodotus 5.34; 6.96

L'assedio di Nasso: Il tradimento e le cause della rivolta

Il tradimento e le cause della rivolta

Conteso

Erodoto dice che fu lo stesso Megabate ad avvertire i Nassi, per ira contro Aristagora. Alcuni storici ne dubitano e sospettano un racconto messo in giro in seguito per giustificare il fallimento. Non ci è giunta alcuna testimonianza persiana della campagna. Erodoto spiega la rivolta anche con il timore di Aristagora per la propria posizione; gli studiosi moderni aggiungono cause più ampie, come il risentimento verso i tiranni sostenuti dai Persiani e il peso del dominio regio sulle città ioniche.

Herodotus 5.33-35; O. Murray, 'The Ionian Revolt', Cambridge Ancient History IV, 1988

L'assedio di Nasso: Il messaggio sulla testa di uno schiavo

Il messaggio sulla testa di uno schiavo

Leggenda posteriore

Erodoto aggiunge che in quel momento giunse a Susa uno schiavo inviato da Istieo. Istieo gli aveva rasato il capo, vi aveva tatuato l'ordine di ribellarsi e lo aveva mandato quando i capelli erano ricresciuti. Il racconto, con la sua tempistica perfetta e il messaggio nascosto, somiglia più a una storia raccontata in Ionia in seguito che a una testimonianza sicura di come ebbe inizio la rivolta.

Herodotus 5.35

Fonti

  • Herodotus 5.28-38
  • P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002
  • O. Murray, 'The Ionian Revolt', Cambridge Ancient History IV, 1988
  • P. B. Manville, 'Aristagoras and Histiaios: the leadership struggle in the Ionian revolt', Classical Quarterly 27, 1977
  • P. Georges, 'Persian Ionia under Darius: the revolt reconsidered', Historia 49, 2000