
Arciere indiano
Arciere della provincia achemenide di Hindush, nella valle dell'Indo, 515-479 a.C. circa
Nel gioco: Livello 11: Il finale
Gli arcieri indiani provenivano dall'Hindush, la provincia della valle dell'Indo che Dario aggiunse probabilmente all'impero alcuni anni dopo il 520. Erodoto li descrive in marcia con Serse in vesti di cotone, armati di archi di canna e di frecce di canna con punta di ferro, e racconta che Mardonio li trattenne per l'ultima campagna in Grecia nel 479. Mostrano fin dove il Re potesse attingere soldati, dall'Indo alla Beozia.
Nel gioco: Il gioco riprende da Erodoto il cotone, l'arco di canna e le frecce di canna con punta di ferro. La lunga gittata, la lenta cadenza di tiro e la fragilità sono scelte di gioco: nessuna fonte antica misura la gittata o la rapidità del tiro degli arcieri indiani.

L'Hindush negli elenchi del Re
Nelle fontiL'Hindush non compare nell'elenco delle terre dell'iscrizione di Behistun, quindi fu probabilmente conquistato dopo il 519 circa. È nominato in elenchi successivi di Dario, tra cui l'iscrizione della sua tomba a Naqsh-e Rostam, dove una figura indiana aiuta a reggere il trono del Re. La Carta di Susa di Dario afferma che l'avorio fu portato dall'India, oltre che da altre terre, e le tavolette della Fortificazione di Persepoli registrano viaggiatori diretti verso l'Hindush o provenienti da lì, che ricevevano razioni.
DB §6; DNa; DSf; Persepolis Fortification tablets

L'adunata di Dorisco in Erodoto
Racconto anticoErodoto annovera gli Indiani tra la fanteria di Serse nel 480, vestiti con abiti di lana d'albero, cioè di cotone, con archi di canna e frecce di canna dalla punta di ferro. Indica come loro comandante Farnazatre figlio di Artabate. Aggiunge che i cavalieri indiani erano armati allo stesso modo, con cavalli da sella e carri trainati da cavalli e onagri. Il suo totale per l'intero esercito, oltre 1,7 milioni di fanti, è considerato dagli storici assai esagerato.
Herodotus 7.60; Herodotus 7.65; Herodotus 7.86

Trattenuti per l'ultima campagna
Racconto anticoDopo Salamina, racconta Erodoto, Mardonio scelse le truppe che voleva tenere con sé in Grecia, e tra queste vi erano gli Indiani, fanti e cavalieri, accanto a Persiani, Medi, Saka e Battriani. A Platea, nel 479, li colloca nella linea di battaglia di fronte a una parte dell'esercito greco. Non riporta però alcuna loro impresa particolare nei combattimenti.
Herodotus 8.113; Herodotus 9.31

Quanto era lungo l'arco indiano
ContesoArriano, attingendo agli scrittori che seguirono Alessandro in Oriente, descrive arcieri indiani a piedi con un arco alto quanto un uomo, puntellato a terra, e frecce lunghissime. Gli storici discutono se questo quadro del IV secolo si adatti alle truppe dell'Indo ai tempi di Serse, e se la «canna» di Erodoto indichi la canna palustre o il bambù. Nessuna delle due fonti indica una gittata, perciò le affermazioni secondo cui gli archi indiani tiravano più lontano di quelli persiani si basano su deduzioni.
Arrian, Indica 16; Herodotus 7.65

L'oro delle formiche
Leggenda posteriorePer spiegare i 360 talenti di polvere d'oro che, a suo dire, gli Indiani pagavano ogni anno, Erodoto racconta di formiche del deserto più piccole dei cani ma più grandi delle volpi, che scavando sollevavano sabbia aurifera. Gli Indiani, dice, arrivavano di gran carriera su veloci cammelli per rubare la sabbia prima che le formiche potessero raggiungerli. Il racconto appartiene al folklore dei viaggiatori, sebbene il tributo in oro possa riflettere oro fluviale realmente raccolto nel nord-ovest.
Herodotus 3.94; Herodotus 3.102-105
Fonti
- Herodotus 7.65
- Herodotus 8.113; 9.31
- Herodotus 3.94; 3.102-105
- DNa; DSf
- Arrian, Indica 16
- P. Briant, From Cyrus to Alexander, 2002